10 anni senza Mike Bongiorno

10 anni senza Mike Bongiorno Foto © Carlo Riccardi - Archivio Riccardi
Un decennio fa, nel settembre 2009, moriva il grande conduttore televisivo italoamericano, noto per programmi “leggendari” quali “Arrivi e partenze”, “Lascia o raddoppia?”, “Rischiatutto”, “Scommettiamo?”, “TeleMike”, “La ruota della fortuna”, “Bravo bravissimo” ed altri.

Nato a New York nel maggio 1924, quando la Seconda guerra mondiale travolge l’Italia, anche grazie alla perfetta conoscenza dell’inglese, prende parte attiva alla Resistenza, dove viene impiegato come staffetta partigiana per trasmettere e tradurre messaggi su Torino e Milano. Nell’aprile del ’44 viene catturato dalla Gestapo.  A salvarlo dalla fucilazione sarà il suo passaporto americano, che lo rende un “candidato” per eventuali scambi di prigionieri fra tedeschi ed alleati. Venne trasferito a Milano - che diventerà poi la sua città d’elezione - e rinchiuso nel carcere di San Vittore. Seguirono un primo periodo di isolamento, poi il regime di convivenza con gli altri detenuti (fra i quali il giornalista Indro Montanelli), ed infine il rilascio (nel settembre dello stesso anno) e la peregrinazione in vari campi di lavoro fra l’Austria e la Carinzia.

Nel ’45, dopo la Liberazione, rimesso in libertà, s’imbarca a Marsiglia per far ritorno a New York, dove comincia a collaborare come giornalista con varie riviste ed emittenti radiofoniche (presso cui viene sovente impiegato anche come tecnico, speaker e programmatore). Molte fra queste (compresa la celebre Voce dell’America) erano profondamente radicate nella comunità italo-americana e lui realizza anche alcuni servizi per la radio italiana.

Nel ’53 torna in Italia, incaricato di confezionare dei servizi per la stazione radiofonica WOV, un’emittente newyorkese rivolta alla comunità italo-americana grazie ad una programmazione mista (in inglese ed in italiano). Il suo compito è quello di far ascoltare alle popolazioni dei più remoti villaggi italiani alcune registrazioni dei parenti americani, che venivano per posta aerea.

La vera svolta professionale arriva grazie all’incontro con Vittorio Veltroni, all’epoca a capo della direzione radiocronache della Rai, che proprio in quell’anno lo convince a rimanere in Italia chiamandolo a collaborare con il Radiogiornale.

Dopo l'esordio in televisione con il programma Arrivi e partenze (1954-55), arriva al successo con il gioco a quiz Lascia o raddoppia? (1955-59), connettendo indissolubilmente il suo nome ad un genere che, divenuto un fenomeno sociale e di costume, ne farà uno fra i protagonisti della nascita della Tv in Italia.

Al cinema appare in film come Ragazze d’oggi (1955) di Luigi Zampa e Totò lascia o raddoppia (1956) di Camillo Mastrocinque.

Negli anni successivi presenta Campanile sera (1959-60), La fiera dei sogni (1963-65), Giochi in famiglia (1966-67) e, negli anni Settanta, i celebri Rischiatutto (1970-75) e Scommettiamo? (1976-78).

Conduce inoltre, per undici edizioni (fra il ’63 ed il ’79 e poi nel ’97) il Festival di Sanremo.

Nel 1980 abbandona la Rai per TeleMilano (il futuro Canale 5), dove conduce vari programmi riscuotendo in particolare un grande successo con TeleMike (1986-92).

Nominato vicepresidente della Fininvest (1987), porta in Italia La ruota della fortuna (su Canale 5 dal 1989 al ’95 e poi su Retequattrodal ’96 al 2003), gioco a quiz ripreso da un programma americano, e, a partire dal ’91conduce in varie edizioni la trasmissione Bravo bravissimo (su Canale5 dal ’91 al ’97 e poi su Retequattro dal ’98 al 2001), competizione artistica e musicale per bambini.

Dal 2003al 2005 conduce Genius su Retequattro e, nel 2006 e 2007, passa alla conduzione (sulla stessa rete) de Il migliore.

Nel 2007 pubblicato l'autobiografia La versione di Mike.

Dopo la fine della collaborazione con Mediaset (2008), nel marzo 2009 firma un contratto con Sky per la conduzione, nella stagione 2009-2010, di Riskytutto, una nuova versione del già citato quiz Rischiatutto, da lui condotto in Rai negli anni Settanta.

Tuttavia, il progetto non verrà mai avviato per via della sua scomparsa, avvenuta nel settembre dello stesso anno a causa di un infarto. Riposa in Piemonte, nel cimitero di Dagnente (frazione di Arona - NO). Nel 2010, un anno dopo la sua morte, la famiglia ha dato vita ad una fondazione benefica (la Fondazione Mike Bongiorno) in sua memoria.

 

 

 

 

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