Aldo Moro, il professore. Presentata alla Sapienza la docufiction RAI

Il cast del film Il cast del film G. Currado © AGR
14 sedi regionali Rai hanno aperto le proprie porte a più di 1.000 studenti, tra scuole superiori e Università, coinvolti in un grande momento di riflessione collettiva per la proiezione in anteprima di "Aldo Moro, il professore", al nuova docufiction RAI con Sergio Castellitto nel ruolo di Moro.
 
Sono diverse le novità editoriali, espositive e cinematografiche che da marzo 2018 affrontano il tema “Aldo Moro” nel quarantesimo anniversario della morte. Molti si limitano a ripercorrere quei 55 giorni del sequestro, anche in modi molto diversi, altri, come la mostra Aldo Moro - Memoria Politica Democrazia, realizzata da Archivio Riccardi con le foto di Carlo e Maurizio Riccardi e di Maurizio Piccirilli, affrontano invece la vita dello statista, nei suoi gesti e nelle sue parole. Sullo stesso tracciato si è mosso il racconto della Rai, nella coproduzione Rai Fiction–Aurora Tv, del docufiction ‘Aldo Moro-Il Professore’, che Rai1 trasmetterà in prima serata martedì 8 maggio.
 
Era infatti il 9 maggio del 1978 quando l’allora segretario della Democrazia Cristiana fu trovato morto nella Renault 4, a due passi da via delle Botteghe Oscure. La docufiction (“Ma io lo chiamo film”, ha detto Sergio Castellitto, scelto per interpretare Moro), è stata trasmessa in anteprima nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza a Roma, gremita di studenti delle superiori, un evento in contemporanea organizzato in tutta Italia.
Porte aperte, infatti, nei centri di produzione di Milano, Napoli, Torino e nelle sedi di Aosta, Bari, Bologna, Bolzano, Trento, Campobasso, Genova, Firenze, Palermo, Perugia, Potenza, più di 1.000 studenti coinvolti. Oltre ai licei e agli istituti dei capoluoghi, all’evento hanno aderito numerose istituzioni universitarie italiane con alunni e docenti delle facoltà di storia, scienze giuridiche, scienze della comunicazione, arti e cinema. Centrale, l’evento di Roma, con la presenza del regista Francesco Miccichè, del consulente storico Giorgio Balzoni, ex studente di Moro e autore del libro ‘Aldo Moro-Il Professore’. 
 
La docufiction racconta del rapporto con i suoi studenti alla Sapienza, dov’era docente ordinario alla facoltà di Scienze Politiche, la mitezza che gli ha permesso di far breccia nel cuore di quegli studenti anche non convinti del suo pensiero e soprattutto di quello che rappresentava, ovvero la classe dirigente nazionale. Eppure lui, questo mostra Moro/Castellitto, riesce a tenere a distanza quel mondo (politico) da cui si sarebbe voluto staccare definitivamente, preferendo concentrarsi solo sull’insegnamento: scelta e atteggiamento apprezzati dai suoi ragazzi, che con disperazione recepiscono la notizia del suo rapimento prima e dell’uccisione poi.
 
“Guardando questo film è difficile dividere la parte emotiva da quella del racconto politico– ha detto Castellitto nella successiva conferenza stampa- Cosa ha lasciato ai ragazzi di oggi? La sua mitezza, ed è una lezione autorevole. Ha lasciato la sua capacità di ascoltare gli altri, non come i politici di oggi che fanno finire un discorso, fanno vedere di averti ascoltato, ma poi rispondono con un precotto che avevano”.
La morte di Moro “ci ha privato di 20-25 anni di vita. Ci hanno tolto 20-25 anni del pensiero di Moro. Cosa avrebbe pensato il Moro degli Anni 80 o quello degli Anni 90?”. Per interpretare Aldo Moro “ho studiato, letto, cerco di rappresentare una mia interiorità. Era importante la sua capacità di ascolto. Questo è uno dei film che provo nostalgia ad aver fatto, ed è la nostalgia di un cittadino”.
 
Pubblicato in Televisione
Giovanni Currado

Responsabile editoriale dell'agenzia Agr Srl.
Giornalista e fotografo, autore di diversi reportages in Asia e Africa. Responsabile dello studio dell'immenso archivio fotografico Riccardi e curatore della collana "Fotografici" per Armando Editore.

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