Un decennio senza Peter Falk

Un decennio senza Peter Falk
Un decennio fa moriva l’indimenticabile e indimenticato attore americano, interprete televisivo di “Il Tenente Colombo” e di film quali “Sindacato assassini” di Burt Balaban, “Angeli con la pistola” di Frank Capra, “Lo sbarco di Anzio” di Duilio Coletti e Edward Dmytryk, “Una moglie” di John Cassavetes e molti altri.

Nato a New York nel settembre 1927, dopo gli studi di Scienze Politiche ed un lavoro nella pubblica amministrazione, frequenta l’Actor’s Studio per dedicarsi alla recitazione.

Negli anni Cinquanta lavora a teatro ed in televisione. Al cinema esordisce nel ’58 in un ruolo secondario in Il paradiso dei barbari di Nicholas Ray, con un giovane Christopher Plummer – al suo secondo film -, Burl Ives e George Voskovec.

Nel ’60 la sua performance nel ruolo di un sicario in Sindacato assassini di Burt Balaban, un film poliziesco che si svolge nella New York degli anni Trenta, gli fa ottenere una Nomination all’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista.

L’anno seguente ha una seconda Nomination come Miglior Attore Non Protagonista per Angeli con la pistola (1961) di Frank Capra (alla sua ultima regia) in cui recita con Glenn Ford, Bette Davis e Hope Lange. Di nuovo nel ruolo di un gangster italoamericano, in quest’ultimo film rivela una notevole verve comica.

Passa dal genere drammatico (La scuola dell’odio - 1962 - di H. Cornfield) al grottesco (Il balcone - 1963 - di J. Strick), ma si trova molto meglio con il registro comico, come avviene in Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo (1963) di Stanley Kramer, forsennata commedia d’inseguimento interpretata da Spencer Tracy, e nell’altrettanto indiavolato La grande corsa (1965) di Blake Edwards, con Jack Lemmon, Natalie Wood e Tony Curtis.

Dopo Lo sbarco di Anzio (1968) di Duilio Coletti e Edward Dmytryk, con Robert Mitchum ed Earl Holliman, in cui offre una performance superlativa nel ruolo di un militare tormentato e segnato dalla guerra, Ardenne ’44, un inferno (1969) di Sydney Pollack, con Burt Lancaster, e Gli intoccabili (1969) di Giuliano Montaldo, diretto da John Cassavetes (1929-1989) recita nella disillusa commedia Mariti (1970), in cui mostra il suo registro amaro e malinconico, e in Una moglie (1974). La collaborazione con J. Cassavetes (da cui verrà diretto anche in La sera della prima - 1977 - ed in Il grande imbroglio - 1985) fa affiorare ancor di più il suo spessore di attore drammatico.

Dopo A proposito di omicidi (1978) di Robert Moore, Pollice da scasso (1978) di William Friedkin, Una strana coppia di suoceri (1979) di Arthur Hiller, con Alan Arkin, California Dolls (1981) di Robert Aldrich, e Giallo in casa Muppet (1981) di Jim Henson, incontra il tedesco Wim Wenders, il quale lo dirige in Il cielo sopra Berlino (1987), nel ruolo dell’ex angelo.

Interpreta ancora un gangster italoamericano in Cookie (1989) di S. Seidelman e, dopo esser apparso in qualche altro film (Due donne e un assassino - 1990 - di Sandra Seacat Zia Julia e la telenovela - 1991 - di Jon Amiel), viene nuovamente diretto da W. Wenders in Così lontano così vicino! (1993).

Nel ’95, in un remake televisivo della commedia I ragazzi irresistibili di John Erman, recita con Woody Allen.

Negli anni successivi appare in Un adorabile testardo (1996) di Peter Yates, Luci nel cuore (2000) di Robert Wise, Enemies of Laugher (2000) di Joey Travolta, Lakeboat (2000) di Joe Mantegna, Made - Due imbroglioni a New York (2000) di Jon Favreau, Corky Romano - Agente di seconda mano (2002) di Rob Pritts, nel ruolo del padrino, 3 Days of Rain (2002) di Michael Meredith, Undisputed (2002) di Walter Hill, Checking Out (2005) di Jeff Hare, Three Days to Vegas (2007) di Charlie Picerni, Next (2007) di Lee Tamahori, e presta la sua voce allo squalo Don Brizzi in Shark Tale (2004) di Eric Bergeron,Vicky Jenson e Rob Letterman.

Fra gli altri film ricordiamo Il mistero dello scoglio rosso (1960) di William Witney, Sparate a vista (1960) di Herbert J. Leder, Italiani, brava gente (1964) di Giuseppe De Santis, I 4 di Chicago (1964) di Gordon Douglas, Penelope, la magnifica ladra (1966) di Arthur Hiller, con Nathalie Wood e Ian Bannen, L’emblema di Viktor (1967) di Abner Biberman, Rosolino Paternò, soldato (1970) di Nanny Loy, con Martin Landau, la commedia Invito a cena con delitto (1976) di Robert Moore, il drammatico Mikey e Nicky (1976) di Elaine May, in cui recita con l’amico John Cassavetes - in una gara di bravura in cui stabilire un “vincitore” sarebbe impresa piuttosto ardua -, La storia fantastica (1987) di Rob Reiner, Un’idea geniale (1987) di John G. Avildsen, Il segreto della piramide d’oro (1988) di Ken Kwapis.

A partire dal 2007, varie difficoltà di salute - a cominciare dall’alzheimer - mettono fine alla sua carriera, quattro anni prima della sua scomparsa.

Nonostante le ottime performances cinematografiche, notoriamente, Peter Falk ha conquistato “l’immortalità” in televisione. Nell’immaginario del pubblico è, il Tenente Colombo, l’abile investigatore della squadra omicidi di Los Angeles, apparentemente sciamannato (celebri il suo impermeabile vecchio e sempre spiegazzato, i sigari di qualità infima, la scassata Peugeot  del ’57 con oltre duecentomila miglia percorse, la moglie sovente nominata e che non appare mai, il cane Basset Hound che a volte porta con sé), sempre sottovalutato dall’assassino/assassina protagonista dell’episodio e che alla fine rivela uno spirito d’osservazione, un’acutezza ed una speculazione mentale non comuni nel metter insieme i vari pezzi del puzzle.

Lo interpreta per la prima volta in un film tv del 1968 (Prescrizione: assassinio, con Gene Barry), nato come pilot di un telefilm. Tre anni dopo verrà realizzato un altro pilot (Riscatto per un uomo morto - 1971 -, con Lee Grant), da cui partiranno sette stagioni (dal 1971 al 1978) per un totale di quarantasei episodi (il primo fra i quali, Un giallo da manuale - 1971 - fu diretto da un giovane Steven Spielberg, all’epoca ventiquattrenne regista televisivo che nello stesso anno esordisce alla regia cinematografica con Duel - 1971 - e che, di lì a breve, si affermerà definitivamente con film quali Lo squalo - 1975 -, Incontri ravvicinati del terzo tipo - 1977 - e  1941 - Allarme a Hollywood - 1979).

Altri ventitré episodi (Il ritorno di Colombo) verranno realizzati dal 1989 al 1993. Fra il 1995 e il 2002 verranno poi girati alcuni film televisivi.

Molti attori ed attrici noti/note sono apparsi - soprattutto nel ruolo di assassini - negli episodi di Colombo. Ricordiamo Eddie Albert (La pistola di madreperla - 1971), Richard Basehart (Scacco matto a Scotland Yard - 1972), Anne Baxter (Il segreto di Nora Chandler - 1973), Theodore Bikel (Prova d’intelligenza - 1977), Honor Blackman (Scacco matto a Scotland Yard), Johnny Cash (Il canto del cigno - 1974), l'amico John Cassavetes (Concerto con delitto - 1972), Jack Cassidy (il già citato Un giallo da manuale, Un killer venuto dal Vietnam - 1974 - e L’illusionista - 1977), Susan Clark (Incidente premeditato - 1971), Dabney Coleman (Colonna sonora con omicidio - 1991), Robert Conrad (Dalle sei alle nove -1974), Jackie Cooper (Candidato per il crimine - 1974), Lindsay Crouse (La signora in nero - 1989), Robert Culp (Una trappola di Colombo - 1971 -, Gioco mortale - 1973 - e Alibi calibro 22 - 1974), Faye Dunaway (Donne pericolose per il Tenente Colombo - 1993), Hector Elizondo (Un caso di immunità - 1975), José Ferrer (L’omicidio del professore - 1975), Ruth Gordon (Prova a prendermi - 1977), George Hamilton (Testimone di se stesso - 1975 - e Nuoce gravemente alla salute - 1990), Laurence Harvey (L’ultimo scaccomatto - 1972), Louis Jourdan (Vino d’annata - 1978), Richard Kiley (Un amico da salvare - 1975),  Martin Landau (Doppio shock - 1973), Janet Leigh (L’ultima diva - 1975), Ross Martin (L’arte del delitto - 1971), Roddy McDowall (Mio caro nipote - 1972), l'amico Patrick McGoohan (Alle prime luci dell’alba - 1974 -, Doppio gioco - 1975 -, Agenda per omicidi - 1990 - e Scandali a Hollywood - 1998), Vera Miles (Bella, ma letale - 1973), Ray Milland (Una trappola di Colombo Il terzo proiettile - 1972), Ricardo Montalban (Una questione d’onore - 1977),  Leonard Nimoy (Il filo del delitto - 1973), Patrick O’ Neal (Progetto con delitto - 1972 - e Un delitto perfetto - 1978), Donald Pleasence (L’uomo dell’anno - 1973) Clive Revill (I cospiratori - 1978), William Shatner (Ciak, si uccide - 1977 - e Edizione straordinaria per un delitto - 1993), Trish Van Devere (Un delitto perfetto), Dick Van Dyke (Una mossa sbagliata - 1975), Joyce Van Patten (Delitto d’altri tempi - 1977), Robert Vaughn (Assassinio a bordo - 1975 - e L’ultimo saluto al commodoro - 1977), Oskar Werner (Play back - 1975), Nicol Williamson (Un delitto pilotato - 1978).

Inoltre, va ricordata la partecipazione di importanti comprimari quali Don Ameche, Val Avery, una diciottenne Jamie Lee Curtis (alla sua primissima apparizione televisiva nell’episodio Prova d’intelligenza), Shera Danese, John Dehner, L. Q. Jones, Julie Harris, Kim Hunter, Kim Kattral, Robert Loggia, Myrna Loy, Leslie Nielsen, John Payne, John Randolph, Martin Sheen, G. D. Spradline, Lesley Ann Warren, oltre alla nota costumista hollywoodiana Edith Head, la quale appare in un cameo (nel ruolo di se stessa) nell’episodio Il segreto di Nora Chandler.

Alcuni registi noti hanno diretto alcuni episodi della serie. Fra questi vanno citati un giovane Steven Spielberg (Un giallo da manuale), Leo Penn (padre di Sean e Christopher Penn), per L’uomo dell’anno I cospiratori, John Cassavetes, coregista (e protagonista) di Concerto con delitto, Ben Gazzara, regista di Un amico da salvare Assassinio a bordo, Jonathan Demme - futuro regista di Il segno degli Hannah (1979), Il silenzio degli innocenti (1991), Philadelphia (1993) e The Agronomist (2004) - per Vino d’annata, Richard Quine (Una strega in paradiso - 1958) per Il segreto di Nora Chandler, Ted Post (Impiccalo più in alto - 1968 -, Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan - 1973) per Un caso di immunità.   

Pubblicato in Televisione

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI