A lezione di "Cacio". Al via il seminario di Sergio Grasso

Una celebrazione degna dei migliori panegirici del passato, un inno al cosiddetto “Latte immortale”: il formaggio. Attraverso le parole di Sergio Grasso, antropologo alimentare e profondo conoscitore del mondo caseario, la presentazione del corso di formazione sui formaggi “Quelli che…il cacio”, è sembrata quasi un’ode alle proprietà benefiche, oltreché gustative, di questo prezioso alimento, delizia per i palati più raffinati, ma riscoperto negli ultimi tempi anche dai profani della buona gastronomia. “Quelli che…il cacio” è il primo appuntamento romano della serie di corsi “Non solo cibo”, organizzati da GourmArt, con il patrocinio della Presidenza della Giunta regionale del Lazio e dall’Unione Regionale Cuochi.

Una celebrazione degna dei migliori panegirici del passato, un inno al cosiddetto “Latte immortale”: il formaggio. Attraverso le parole di Sergio Grasso, antropologo alimentare e profondo conoscitore del mondo caseario, la presentazione del corso di formazione sui formaggi “Quelli che…il cacio”, è sembrata quasi un’ode alle proprietà benefiche, oltreché gustative, di questo prezioso alimento, delizia per i palati più raffinati, ma riscoperto negli ultimi tempi anche dai profani della buona gastronomia. “Quelli che…il cacio” è il primo appuntamento romano della serie di corsi “Non solo cibo”, organizzati da GourmArt, con il patrocinio della Presidenza della Giunta regionale del Lazio e dall’Unione Regionale Cuochi. A rendere ancora più suggestivo e allettante il corso, la location scelta come sede per i seminari, il “Convoglia Viaggio di sapori”, un nuovo concept di ristorazione di qualità che offre differenti aree tematiche: bar, osteria, wine bar, pizzeria, griglieria, take away, shop gastronomico; il tutto situato presso l’ala progettata dall’dall’architetto Angiolo Manzoni della Stazione Termini con ingresso da via Giolitti 36, dal binario 24 e dalla galleria commerciale della Stazione. “Questo spazio è un esperimento destinato ad affiliare altri ristoranti analoghi – ha affermato Grasso - , essendo la prima espressione di questo genere in una stazione. E in questo spazio si svolgeranno quattro incontri sul formaggio, destinati non solo per pochi eletti, ma per tutti coloro che vorranno scoprire attraverso la degustazione di questo alimento i profumi del pascolo, la storia del posto in cui è stato prodotto”. Un’ottima opportunità per rivalutare una pietanza da molti demonizzata come causa primaria dell’aumento di colesterolo e piena di grassi, ma “ che in realtà non fa affatto male se mangiata nelle giuste dosi. Il vero problema è la scelta del formaggio giusto, incognita che verrà sciolta durante il seminario, dove ne verranno presentati ben 25, di tipologie diverse e accompagnati da almeno 15 vini e altrettanti pani provenienti da tutt’Italia”, ha concluso l’antropologo alimentare. Un’occasione insomma per riscoprire non solo un alimento che in Italia conta almeno 650 specie diverse, spesso sconosciute ai più, ma anche per apprezzare una location di grande prestigio realizzata all’interno di un’imponente stazione ferroviaria, spesso demonizzata perché vittima del degrado ma che invece custodisce al suo interno opere architettoniche tutte ancora da scoprire.

 

http://www.youtube.com/watch?v=rlHo7vTg3Ck
 
 

 

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