Agroalimentare, rinnovato ccnl panificazione

Agroalimentare, rinnovato ccnl panificazione
E’ stato sottoscritto nella giornata di ieri, martedì 31 maggio, nelle sedi della Fippa e della Fiesa-Confesercenti, dalla Federazione Italiana Panificatori, pasticceri e affini, insieme a Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e Fiesa-Assopanificatori Confesercenti l’accordo di rinnovo del Contratto nazionale di lavoro della panificazione 2019-2022, scaduto il 31 dicembre 2018, che interessa circa 80mila lavoratrici e lavoratori.

“La firma del nuovo contratto per la panificazione – commenta Onofrio Rota, Segretario generale della Fai Cisl – rappresenta una conquista importante per 80mila lavoratrici e lavoratori che si sono affermati come essenziali anche durante la pandemia e che da oggi potranno essere ancora più protagonisti nelle sfide che il cibo Made in Italy si trova ad affrontare in termini di sicurezza alimentare e nuovi assetti geopolitici”.

Il nuovo testo contrattuale presenta molte importanti innovazioni, prevedendo aumenti in busta paga e maggiori tutele nell’ambito della sicurezza sul lavoro e in materia di welfare, tra le quali: il rilancio della contrattazione di secondo livello, degli accordi territoriali e di distretto; maggiore attenzione alla sicurezza; aggiornamenti rispetto alla normativa vigente in tema di mercato del lavoro; l’individuazione di nuova sfera di applicazione che dal 31 dicembre 2022 distinguerà con più precisione le aziende a indirizzo artigiano da quelle a indirizzo industriale e, infine, la condivisione di un ammodernamento del sistema classificatorio per le aziende a indirizzo artigiano più aderente alle nuove attività da queste svolte.

Dal punto di vista del welfare, invece, è stata prevista la possibilità per la madre lavoratrice ed il padre mono-affidatario di richiedere il prolungamento del periodo di esenzione del lavoro notturno per sei mesi continuativi, a partire dal terzo anno del figlio e di ottenere l’anticipo del Tfr nella misura del 30% nei periodi di astensione facoltativa del lavoro per maternità o paternità; l’introduzione di forme di flessibilità nell’orario di entrata e uscita per i genitori con i figli fino a tre anni di età e per coloro che sono impegnati nell’inserimento all’asilo nido.

Soddisfatti i sindacati e la parte datoriale. “Un accordo che, seppur condizionato dalla pandemia e più recentemente dall’impennata dei costi delle materie prime – dichiarano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – vede un incremento economico del salario del +4,65% pari a 69,50 euro a regime per il livello A2 nelle aziende a indirizzo produttivo artigiano e del +5,81% pari a 97 euro per il livello B3 nelle aziende a indirizzo produttivo industriale, che saranno erogati a partire dalla busta paga di maggio”.

Ad integrale copertura del periodo di vacanza contrattuale, sarà inoltre corrisposto un importo forfettario ‘una tantum’ di 200 euro per le aziende ad indirizzo artigiano e di 400 euro per quelle ad indirizzo industriale.

Un rinnovo che è un segnale positivo sia perché rilancia il settore della panificazione, aspirando alla costruzione di relazioni industriali più mature nell’interesse di tutto il sistema Paese sia perché va a completare tutti i rinnovi concordati fino ad ora per l’agroalimentare italiano al fine di qualificare il lavoro e rafforzare il potere d’acquisto logorato dalla crisi pandemica e dai rincari dell’energia e delle materie prime.

“Ora le parti sociali sono chiamate ad agire con grande impegno e responsabilità per sviluppare nel settore più bilateralità e contrattazione di secondo livello”, così affermano Rota e Patrizio Giorni, Segretario nazionale che ha condotto il negoziato per la Fai Cisl.

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