BaBeL2: La distruzione

  Il Forte Prenestino e BaBel2, biennale indipendente dell'abitare critico presentano La Distruzione ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin contro le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo.

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Il Forte Prenestino e BaBel2, biennale indipendente dell'abitare critico presentano La Distruzione ovvero il carattere distruttivo di Walter Benjamin contro le tattiche di distruzione nelle zone di crisi del mediterraneo. Agli ospiti nella giornata di sabato 21 dicembre verranno poste cinque domande circa il testo di Walter Benjamin "Il carattere distruttivo", ripubblicato nella rivista Orda dalle edizioni Fortepressa, per raccontare quali siano le strategie che definiscono la distruzione come forma di potere ma anche come tattica di lotta. Secondo Benjamin il carattere distruttivo costituisce la potenza del "fare spazio" come prerogativa assoluta per un riadattamento una riconversione, un ridisegno del territorio costruito. La positività dell'azione di distruzione è relativa proprio alla capacità di "ringiovanimento" e di "sradicamento" di usi, tradizioni, modalità passate del vivere. D'altra parte il fare attraverso il distruggere è strettamente connesso con ogni forma di potere. E’ la guerra, non più come metafora, ma come scenario incombente con i suoi dispositivi già in atto, la rappresentazione più propria della distruzione totale. Con il preciso interesse di colpire lo spazio costruito per rendere effettiva concreta la destabilizzazione, per reprimere ogni forma di rivalsa, per stabilire aree e zone di controllo, per ricostruire la città secondo i nuovi poteri, per impadronirsi con legittimazione di luoghi della cittadinanza. Per ridisegnare il nuovo assetto del territorio. Una tavola rotonda per rispondere a domande come quali azioni distruttive attraversano il mediterraneo nelle sue zone di crisi? Quali forme di scenari urbani vengono immaginate? Quali disegni della città vengono imposti? Nello stato di eccezione permanente l'azione della distruzione quali significati politici e sociali concentra? Le tattiche di distruzione come forma di vita e di lotta urbana quali risorse producono? Sono capaci di costruire immaginari di "sradicamento dalla propria condizione"? e ancora come si muove la cittadinanza creativa che trasforma lo spazio come atto di "ringiovanimento" contro il controllo di un ordine sociale?

Maila Marasco

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