Crollo del soffitto in una scuola di Monteverde

Crollo del soffitto in una scuola di Monteverde
È avvenuto mercoledì 5 aprile il crollo di parte del soffitto di un’aula di classe materna nel Municipio XII: è solo l’ennesimo esempio di una situazione precaria che richiama ad un piano di manutenzione straordinaria nell’interesse della sicurezza dei bambini, oltre a portare in auge la questione della sistemazione degli alunni tra disagio e apprensione per le famiglie e il corpo docente.

In seguito al distacco di parte del controsoffitto di un’aula dell’Istituto comprensivo Margherita Hack,  plesso Girolami, in via Manassei nel quartiere Monteverde di Roma mercoledì 3 aprile, la porzione interessata dell’edificio veniva chiusa e, il giorno successivo, la Commissione Stabili Pericolanti di Roma Capitale disponeva la chiusura di tutto il complesso immobiliare scolastico. Nessun ferito perché i bambini erano a mensa. Già l’asilo nido “Parco Flora”, però, nello stesso quartiere, era stato chiuso neanche un mese prima e dichiarato inagibile.

Navigando alla larga da metafore di sapore catastrofico, se sopra la testa dei bambini, dei giovani alunni della futura società, crollano proprio i tetti di quegli edifici che dovrebbero assicurarne una solida formazione, qualcosa di certo non va. Evitata casualmente la tragedia, ci si può permettere di soprassedere – solo un poco – sulle conseguenze terribili che avremmo potuto commentare, e invece mettere in rilievo il racconto di quello che saranno i giorni e mesi successivi all’accaduto per 650 alunni (27 classi) che hanno diritto allo studio ma, per ora, restano senza la certezza di una sede in cui esercitarlo. Come non fosse abbastanza, preoccupati sono anche i docenti, i quali temono di essere smistati e poi dimenticati da un’amministrazione che non li tutela, e spazientite anche le famiglie dei bambini, colte alla sprovvista da problemi organizzativi tra lavoro e figli cui assolvevano gli orari stabili della tipica giornata scolastica.

All’Ordine del giorno 10 aprile 2019 del Consiglio del Municipio XII è dichiarato l’interesse di verificare, in tempi brevi e sotto la guida di un tecnico, lo stato dell’immobile per garantire la riattivazione dell’iter scolastico e affidare la manutenzione straordinaria (parziale o totale, con tempistiche e costi ben differenti); inoltre di garantire il ricollocamento degli alunni, appena possibile, presso strutture pubbliche o, in mancanza, strutture private disponibili ad una locazione temporanea. Dal documento si legge ancora la lecita richiesta che “si riporti la scuola Girolami dell’Istituto comprensivo M. Hack alle normali funzioni cui è destinata, garantendone la riapertura in tempi ragionevoli, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei dipartimenti interessati, della sindaca Raggi e del MIUR; di provvedere poi ad eseguire una più ampia mappatura dello stato di salute di tutti gli edifici scolastici del nostro municipio utilizzando le risorse disponibili e, se necessario, chiedendo ulteriori risorse al Campidoglio”.

Nella seguente settimana di accesa dialettica tra insegnanti, famiglie interessate e consiglieri presso la sede municipale di Roma XII, con le consuete condanne e rivendicazioni tra parti politiche, in Consiglio sono state problematizzate alcune questioni: che i “tempi ragionevoli” ragionevoli non siano affatto, stando all’abitudine politico-amministrativa per tempi spesso non risolutivi, che fa affiorare lo spettro dell’abbandono della sede di largo V. H. Girolami; l’apprensione per la prevedibile perdita di iscrizioni presso la scuola elementare, dacché dislocata in un’area diversa da quella di riferimento; la paventata riduzione di personale del corpo docenti e del corpo ATA, nonché il licenziamento di parte del personale mensa della stessa scuola; il fastidioso pensiero dello spostamento dei bambini, in età così fragile, in ambiti diversi da quelli cui sono abituati, che potrebbe produrre effetti psicosociali negativi sugli stessi.Nel giro di pochi giorni si è poi optato, tra le soluzioni proposte di una sede a Corviale e una nel quartiere Trullo, per quest’ultima. Sarà la sede di via Affogalasino dell’Istituto comprensivo A. Gramsci, con dieci aule disponibili, ad ospitare i giovani studenti fino alla fine dell’anno scolastico; per le ulteriori classi sarà allestita nel cortile della scuola una tensostruttura. La soluzione è stata accolta con toni di vittoria dai docenti, poiché una struttura di tendaggi ben visibile, in quanto precaria, rimarrà a ricordare la necessità di riattivare il plesso della Girolami, cui non intendono rinunciare.

Ciò che per ora è certo è che gli alunni non rientreranno nelle loro aule prima di settembre. Solo nei prossimi giorni, attraverso ulteriori riunioni, potrà essere definita una data di rientro per gli studenti; mentre, nel frattempo, i docenti rimarranno in regolare servizio presso le sedi succursali.

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