"Donne ad alta quota" al Premio Bellisario 2016

Sergio Mattarella al Premio Bellisario 2016 Sergio Mattarella al Premio Bellisario 2016 foto Maurizio Riccardi
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, venerdì 17 giugno 2016 ha incontrato al Quirinale le vincitrici del Premio "Donne ad alta quota", promosso dalla Fondazione “Marisa Bellisario”.

Presenti Lella Golfo, Presidente della Fondazione “Marisa Bellisario”, e Stefano Lucchini, Co-Presidente della Commissione esaminatrice del Premio Bellisario.

Dopo l'intervento della Presidente della Fondazione, Mattarella ha rivolto un indirizzo di saluto.

“Non era previsto che parlassi", ha detto il Capo dello Stato, "ma non posso farne a meno per dire a tutte quanto sia lieto di incontrarvi, anche perché ho conosciuto Marisa Bellisario in occasione dell'inaugurazione di un impianto dell'Italtel in Sicilia poco tempo prima che la colpisse la malattia. Sono molto contento di poter esprimere apprezzamento per l'attività che svolgete, contribuendo a quei risultati significativi che la Presidente Lella Golfo ha poc'anzi ricordato.
Entrando in questa sala, mi ha colpito una coincidenza: dietro di voi c'è una splendida opera che ricorda Ester che, per aver osato parlare in pubblico senza permesso, stava rischiando di essere giustiziata, e soltanto lo scettro del marito sulla sua testa l'ha salvata. È un po' la raffigurazione di quella che era la condizione da cui ci si è liberati nel corso di questi ultimi decenni, consentendo al nostro Paese, come a tanti altri - non ancora a tutti, per la verità - di raccogliere il contributo determinante della metà della popolazione, delle risorse che prima venivano compresse, cui si rinunziava in maniera incomprensibile, con un danno per la società. Era davvero autolesionista la condizione precedente e non abbiamo ancora recuperato in pieno le potenzialità che il protagonismo femminile consente in ogni ambito in cui si svolge e si esprime. Per questo desidero esprimere apprezzamento per l'attività che fate e per coloro che vengono premiate quest'anno. Questo attestato di successo è emblematico di quello che tante donne hanno fatto, fanno e faranno con successo. Questo riguarda anche la generazione più giovane a cui si da' un riconoscimento di capacità che è anche un segno di fiducia per il futuro".

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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