Eni mette una 'zampa' anche negli Emirati Arabi Uniti

Eni mette una 'zampa' anche negli Emirati Arabi Uniti
Eni e ADNOC hanno firmato, il 27 gennaio 2019, un accordo (Share Purchase Agreement) che consente a Eni di acquisire da ADNOC la quota del 20% della società ADNOC Refining, l’azienda di Stato degli Emirati Arabi e quarto impianto di raffinazione al mondo, consolidando così la forte partnership tra le due compagnie e rafforzando la presenza in un’area strategica per i commerci.

Cosa ottiene Eni: aumenta, in prospettiva, la capacità di raffinazione del 35% ponendosi come partner principale tra quelli del Golfo e consolida i rapporti con ADNOC, la cui posizione geografica permette di rifornire i mercati di Africa, Asia ed Europa (grazie a tre raffinerie: due nelle aree di Ruwais, città localizzata a 240 km ad ovest da Abu Dhabi e una ad Abu Dhabi stessa). 

Entrando maggiormente nel dettaglio dell’operazione, il corrispettivo cash dell’acquisizione delle quote da parte del Cane a sei zampe è pari a circa 3,3 mld di dollari al netto del debito netto, ammontare che corrisponde a un valore di impresa (enterprise value) pari a circa 3,9 mld di dollari (quota Eni). Contestualmente, all’operazione ha partecipato anche il partner austriaco OMV Ag, acquistando da ADNOC una quota del 15%, lasciandogli il 65% della società. Le stesse quote di partecipazione saranno mantenute dai partners in una nuova joint ventureche provvederà alla commercializzazione dei prodotti petroliferi. “Quella firmata”, si legge nel comunicato stampa Eni, “è una delle operazioni più rilevanti mai condotte nel settore della raffinazione”. L’accordo è stato sottoscritto da Sua Eccellenza Sultan Ahmed Al Jaber, ministro di Stato degli Emirati Arabi Uniti e amministratore delegato di ADNOC, e da Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni. Erano inoltre presenti alla firma anche Sua Altezza lo Sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Principe della Corona di Abu Dhabi e Vice Comandante Supremo delle forze Armate degli Emirati Arabi Uniti, e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

L’ad Descalzi considera l’operazione in linea con la strategia volta a rendere il portafogli di Eni maggiormente diversificato dal punto di vista geografico, più bilanciato lungo la catena del valore, più efficiente e resiliente rispetto alla volatilità del mercato; Al Jaber si definisce lieto della partnership stabilita, inquadrandola nella visione di un maggior ricavato in valore dal loro business; il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte parla del valore strategico dell’intesa: “Si tratta dell'operazione più rilevante mai condotta in Eau da un investitore straniero in campo energetico” ed esalta l’operato dell’azienda partecipata italiana che ha sviluppato competenze elevate nei processi di riduzione della componente carbonica, sottolineando  in particolare l’attenzione alla promozione di tecnologie low carbon, in pieno accordo con gli ideali M5S. 

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