Fuoco Sacro in scena con "I Pupa" all'Upter Teatro Studio di Roma

Una fotografia intima ed esilarante dell’universo femminile in cui l’imprevisto può cambiare la vita. La compagnia teatrale indipendente “Fuoco Sacro”, fondata dall’attore e regista Alessandro Formica e dall'attrice Rossella Celati, porta in scena  all'Upter Teatro Studio di Roma, lo spettacolo teatrale i Pupa, satira di costume giovenaliana con Rossella Celati, Rachele Minelli, Sara Pantaleo. 

Ph.-Sara-Minelli

Una fotografia intima ed esilarante dell’universo femminile in cui l’imprevisto può cambiare la vita. La compagnia teatrale indipendente “Fuoco Sacro”, fondata dall’attore e regista Alessandro Formica e dall'attrice Rossella Celati, porta in scena  all'Upter Teatro Studio di Roma, lo spettacolo teatrale i Pupa, satira di costume giovenaliana con Rossella Celati, Rachele Minelli, Sara Pantaleo. L’appuntamento è per venerdi 21 marzo alle ore 21.00 in Via Portuense 102(via Ettore Rolli - via Cesare Pascarella) Roma. Repliche sabato 22 marzo alle ore 21.00 e domenica 23 marzo alle 18.30.

Scritto e diretto da Alessandro Formica, opera vincitrice al Premio Teatrale Golosa-Mente 2013, presidente di giuria Franca Valeri, "i Pupa" racconta di tre donne, tre personaggi, tre stereotipi che, ritrovatesi nel medesimo luogo misterioso, sul medesimo “scaffale”, attendono l'arrivo e la considerazione di un tale che sembra essere l'unico in grado di esaudire il loro più grande sogno comune: cambiare vita nettamente. Tra alterchi comici, confessioni melancoliche e rivelazioni intime, il tempo sembra non avere mai fine finché, finalmente, qualcosa accade; qualcosa di inaspettato che, effettivamente, darà sì risposta alle loro inquietudini ma farà anche, una volta per tutte, luce sulla loro vera condizione esistenziale. Tutta la vicenda sembra impregnarsi di un incessante black humor che basa il suo effetto comico non sul triviale ma su un'analisi sofferta e attenta dell'irrazionalità; è infatti nell'amarezza della realtà delle cose che si racchiude la più profonda ridicolaggine umana. Lo spettacolo, pregno di uno spiccato senso comico, è frutto di un'attenta osservazione sociale prettamente attuale; in essa, infatti, ampio spazio è dato alla situazione politica italiana, alla condizione giovanile, alla religione, alle icone generazionali, all'intellettualismo “borghese”, alla falsa morale, alla divulgante “depressione post-crisi economica”, alla compra-vendita sessuale, al rapporto intimo col proprio corpo, alle crisi d'identità, ai dettami della “società dell'estetica”, al sentimento di inadeguatezza, alla “maschera civica”, ossia a tutte le sovrastrutture comportamentali, alla legge dell'audience, dell'auditel, dell'IMU, e molto altro ancora. 

 Alberto Esposito 

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