Gli scacchi come materia scolastica

La scorsa settimana l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Daniele Frongia si è recato presso una scuola primaria di Ostia Antica per partecipare all’iniziativa “Una Giornata di Scacchi Insieme”, a seguito dell’invito dei bambini di una quarta, promotori del progetto “Scacchi a Scuola”.

Gli scacchi sono un gioco universale e antichissimo, che mette insieme Oriente e Occidente, e sono lo sport della mente per eccellenza, perché sono al tempo stesso un gioco, una scienza, un'arte e un linguaggio universale in grado di unire il mondo e le generazioni.

Bisogna sfatare il luogo comune degli scacchi come gioco praticato prevalentemente da adulti, anzi al contrario è dimostrato che i ragazzi che si dedicano a questo gioco hanno un migliore rendimento scolastico, soprattutto in matematica, e che gli scacchi sono zucchero per la loro mente perché coniugano la dimensione ludica con l’esperienza didattica. Oggi si sta sempre più favorendo l’inserimento degli scacchi a scuola, avendo osservato che questa disciplina può aiutare a far fronte a molte problematiche in quanto impone di “pensare prima di muovere”.

Sono numerose le ricerche in ambito internazionale che testimoniano l’efficacia del gioco degli scacchi in ambito scolastico: come strumento pedagogico ed educativo, utile al miglioramento delle capacità di apprendimento degli alunni e formativo della loro personalità; come strumento di potenziamento delle abilità di tipo cognitivo, quali la memoria, la concentrazione, l’attenzione, l’analisi, la capacità di previsione e quella di trovare soluzioni (gli scacchisti non possono ragionare in modo indipendente ma sono costretti a pensare ognuno col cervello dell’altro); come strumento etico perché si tratta di un gioco con regole, numerose e complesse, il cui rispetto è imprescindibile per lo svolgimento del gioco stesso, così come il rispetto dell’avversario e l’accettazione del risultato della partita; e non ultimo il gioco degli scacchi stimola l’integrazione sociale, favorendo il rapporto tra pari nel gruppo e l’arricchimento personale.

Tutte queste funzioni preparano l’alunno a passare dal “microcosmo” del gioco degli scacchi al grande “macrocosmo” del gioco della vita.

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