"I cibi che cambiano il mondo" al Salone del gusto 2012

“I cibi che cambiano il mondo”, titola in questo modo la nona edizione del Salone del Gusto di Torino: in programma dal 25 al 29 ottobre presso il lingotto. Un settore sul quale l’ombra della crisi sembra diradarsi e su cui esperti quali Rose Marie del Domain Ponsot di Morey-St-Denis ripongono molte speranze.

“I cibi che cambiano il mondo”, titola in questo modo la nona edizione del Salone del Gusto di Torino: in programma dal 25 al 29 ottobre presso il lingotto. Un settore sul quale l’ombra della crisi sembra diradarsi e su cui esperti quali Rose Marie del Domain Ponsot di Morey-St-Denis ripongono molte speranze.

Salone-del-Gusto-2012

Una rivoluzione che a partire proprio dal cibo consenta di fare un passo decisivo per superare la crisi. La 9/a edizione del Salone del Gusto, che si apre il 25 ottobre e si conclude il 29 a Torino, ha adottato come immagine-simbolo la mela di Newton: efficace sintesi di come 'Cibi giusti possano davvero cambiare il mondo'. Anche quando non piovono sulla testa di una mente geniale come nel caso del noto scienziato. Chiunque si aspettasse la scelta di una cornice più raccolta e caratteristica, come un “vigneron récoltant”, forse maggiormente in sintonia con la natura dell’evento, rinunci a questo genere di suggestiva aspettativa: l’edizione 2012 del Salone del Gusto si svolge nel lingotto di Torino mostrando un tono continentale di moderno evento fieristico. Una cinque giorni intensa e ricca di proposte e nuove aziende vinicole. Protagonista di uno dei seminari del gusto, tra i 40 in programma, il marchio Krug: uno dei più esclusivi e celebri per quanto riguarda il settore dello Champagne nel mondo; il prezzo medio a bottiglia si aggira infatti sugli 80-100 euro a bottiglia, arrivando a superare persino la soglia dei 1.800. Tra gli ospiti del prossimo Salone del Gusto di Slow Food spicca il nome di Rose Marie del Domain Ponsot di Morey-St-Denis, cantina di Borgogna, che a sorpresa dichiara: “l’era dei vini commerciali si sta esaurendo: i nuovi clienti chiedono prodotti più autentici da assaporare in tempi relativamente brevi piuttosto che comprare bottiglie molto costose da tenere in cantina per decine di anni”. L’ipotesi della Marie, per ora, sembra rendere felici produttori e commercianti di vino che sperano così in un trend positivo che si traduca in una situazione più rosea per il settore vinicolo dopo il periodo di recessione.

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