I giardini di Valloires festeggiano 30 anni, tra osservatorio dell’evoluzione e conservazione della biodiversità

I giardini di Valloires festeggiano 30 anni, tra osservatorio dell’evoluzione e conservazione della biodiversità © Franck Boucourt
Il tempo di un fine settimana è l’occasione d’oro per scoprire o riscoprire i giardini dell’abbazia di Valloires, a Argoules nel nord della Francia, e festeggiare i loro 30 anni.

Sei lustri dalla loro concezione a opera del paesaggista, botanico, scrittore, viaggiatore, biologo ed entomologotra i più noti e influenti d'Europa, Gilles Clément,teorizzatore del giardino planetario, del giardino in movimento e del concetto di terzo paesaggio.

I festaggiamenti di quest’anniversario hanno dato vita a un programma speciale di visite e di conferenze, tra cui quella inaugurale tenuta dalla stesso Clément, in cui ha spiegato la genesi della sua opera, la sua molteplice e dinamica concezione di giardino, illustrandola con l’esempio di altri suoi lavori.

I giardini di Valloires sono un scrigno vegetale, “un giardino planetario” in cui sono conservate più di 5000 specie provenienti dal mondo intero. Da qui l’idea di creare un giardino paesaggistico attorno a una raccolta, classificando le piante non in base a un criterio botanico ma secondo il loro aspetto estetico, “fenotipico”: i loro colori, le loro corteccie, le loro spine, le loro foglie, ecc. Quest’approccio originale mette in scena la moltitudine di rassomiglianze, le particolarità e le stravaganze delle piante. Permette di scoprire con gli occhi e di toccare con mano la ricchezza straordinaria delle relazioni, la complicità e gli utilizzi, talvolta sconosciuti, che animano il mondo vegetale. «Occorreva concepire un giardino che integrava la raccolta botanica di Valloires, pur rispettando l’ambiente selvaggio e il carattere storico dei luoghi», dichiara Gilles Clément durante la conferenza d'inaugurazione del trentennale, il 28 aprile scorso.

Nascosti nella valle affascinante del Authie, i giardini di Valloires si visitano in occasione di una passeggiata in Piccardia, di un soggiorno nella baia di Somme o di una gita verso il Nord dell’Europa. Adossati a un’abbazia cistercense del XIII° secolo, una delle meglio conservate in Francia, questi giardini paesaggistici contemporanei sono stati appunto creati da Clément nel 1987 per valorizzare questo sito storico dalla bellezza selvaggia e, come già accennato, per accogliere la raccolta eccezionale di piante venuta da Asia e da America settentrionale del vivaista Jean-Louis Cousin.

Clément ha fatto di questo sito un osservatorio dedicato alle piante e alla biodiversità, in omaggio al naturalista nato in Piacardia Jean-Baptiste Lamarck (1744-1829). Valloires è una delle prime sue realizzazioni e uno dei primi giardini botanici nel quale le piante non sono state classificate da criteri scientifici o geografici, illustrando perfettamente le nozioni di “giardini in movimento” e di “giardino planetario” sviluppate nel corso della sua carriera.

Rallentando il passo per ammirare la varietà lussureggiante della vegetazione che si sviluppa su otto ettari: dal giardino alla francese e il suo ritmo regolare alle isole vegetali e colorate ispirate dei giardini inglesi, dal giardino dei cinque sensi e le sue piante officinali al giardino dell’evoluzione a bordo di foresta, passando o per la palude, un giardino d’acqua, situato su una vecchio braccio dell’Authie, fiume di frontiera tra la Somme e il Pas-de-Calais al prato selvaggio.

In questi giardini l’aspetto pedagogico è molto presente. Come lo dimostra il magnifico giardino dell’evoluzione. Creato nel 2003, «il percorso inizia alle piante primitive e fossili ad arrivare fino alle piante più evolute. A partire dalle spore e felci, il visitatore percorre così più di 400 milioni di anni d’evoluzione “verde” fino alle pianti più recenti tra cui, ad esempio, le graminacee», spiega Clément.

È il grande e splendido omaggio che il paesaggista rende allo scienziato umanista Jean-Baptiste Lamarck. Botanico, padre della paleontologia e della meteorologia moderna, Lamarck è il primo scienziato ad avere nominato le nuvole, classificato le specie e avere considerato l’evoluzione in un approccio globale dell’ambiente. Non una visione competitiva dell’evoluzione, teorizzata successivamente da Darwin, la sua «teoria transformista» osserva l’adattamento degli esseri ai loro ambienti, adattamento che si trasmette di generazione in generazione e che lascia così aperto il campo delle possibilità. Un’approccio di un’attualità incredibile per l’uomo, «un progetto, un territorio mentale di speranza. Un giardino», sostiene Clément.

Dopo avere srotolato questa spirale delle origini, il visitatore penetra in seguito, la camera delle origini, la camera degli esserei e nella camera delle nuvole. Tre camere in cui gli elementi si combinano, terra, pietre, piante e aria dando vita a vere opere di Land art, in cui le rocce vulcaniche ricordano le origini del mondo, oppure onorano la classificazione dei vegetali e degli invertebrati di Lamarck e infine il marmo nero diventa lo specchio in cui si riflette il cielo, le nuvole che grazie allo scienziato hanno avuto un nome, e quindi la “conferma” della loro esistenza.

Nel corso della scoperta dei suoi spazi multipli, in un viaggio botanico, pedagogico e poetico, il visitatore potrà posare il suo sguardo su alcune fotografie che mostrano i dettagli di questo parco durante tutto l’arco di un anno. Sono l’opera di Franck Boucourt, che afferma che «fotografare è un po’ fare del giardinaggio. È costruire il suo paesaggio, comporre la sua natura, il suo ambiente in uno spazio che non si controlla sempre». Le sue fotografie «spiegano l’opera esistente, come delle cartoline in formato XXL», prosegue il fotografo, presente anche lui al lancio del trentennale. L’esposizione “Il fotografo ed il giardiniere” è visibile all’interno del parco fino al 12 novembre.

Evolvendo al filo dei mesi e delle stagioni, i giardini di Valloires sono una meta ideale per ogni tipo di pubblico, dagli appassionanti di botanica alle famiglie in cerca di un’oasi di tranquillità e bellezza, che potranno partecipare alle diverse animanizioni previste per tutto l’anno delle celebrazioni. Da segnalare inoltre il ristorante “La tavola del giardiniere”, presente all’interno dei giardini, che mette nel piatto la natura selvaggia del posto proponendo un menu originale e gustoso, e adattabile ai diversi palati.

 

Jardins de Valloires - 80120 Argoules -
Telefono: +33 3 22 23 53 55
www.jardinsdevalloires.fr - www.abbaye-valloires.com

Pubblicato in Varie
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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