Il Barnum Circus chiude i battenti dopo 146 anni

Burt Lancaster e Hanna Schygulla in "Barnum, il re del circo" di Lee Philips Burt Lancaster e Hanna Schygulla in "Barnum, il re del circo" di Lee Philips
Gli animalisti festeggiano. Per loro una grande vittoria su tutta la linea. Dopo circa centocinquanta anni di attività il Ringling Bros e Barnum & Bailey Circus, lo storico Circo Barnum - dal nome del più celebre fra i suoi antenati -  ha annunciato ufficialmente che “The Greatest Show On Earth” chiuderà i battenti per sempre.

Il circo, con i suoi animali esotici, i costumi sgargianti e gli acrobati che sfidavano la morte, a partire dagli anni Settanta dell’Ottocento (ovvero in epoche “western”), è stato un intrattenimento amatissimo negli Stati Uniti.

All’epoca Phineas Taylor Barnum mise insieme uno spettacolo itinerante con numerosi animali ed altrettante tante bizzarrie (una su tutte: esibiva una schiava di settantanove anni affermando che ne aveva centosessantuno e che aveva fatto la nutrice del primo Presidente americano George Washington).

Poi si associò al suo rivale, James Anthony Bailey, creando un’enorme struttura. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1891, la gestione passò ai cinque fratelli Ringlin, abilissimi giocolieri. Nel corso della prima metà del Novecento il Barnum Circus è stato itinerante, spostandosi in treno in lungo e in largo in giro per gli Stati Uniti.

“Ho preso la decisione più difficile: Ringling Bros. and Barnum & Bailey terrà il suo ultimo spettacolo a maggio di quest’anno” ha affermato Kenneth Feld, amministratore delegato di Feld Entertainment, l’azienda che ha gestito il circo negli ultimi cinquant’anni. Fino ad allora sono ancora previsti 30 spettacoli, in programma nelle principali città americane, tra cui Atlanta, Boston, New York, Philadelphia e Washington.

Secondo Feld, a portare al fallimento sono stati gli altissimi costi di gestione e il crollo della vendita dei biglietti. Il colpo più duro è arrivato dagli animalisti, i quali hanno duramente criticato il circo per via dell’utilizzo degli elefanti (il primo fu un elefante indiano di nome Jumbo nel 1882), denunciando maltrattamenti. 

Nel 2011, Feld Entertainment ha accettato di pagare una multa di duecentosettantamila dollari al Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti per presunte violazioni della Animal Welfare Act.  

L’azienda non ha mai ammesso gli illeciti, ma ha promesso di implementare una nuova formazione per tutto il personale che si occupa degli animali.  

L’ultimo spettacolo che li ha visti protagonisti è andato in scena nel maggio 2016. Dopodiché  sono stati trasferiti in un centro di conservazione a Polk City (in Florida).

Gli altri animali ancora utilizzati nel circo (leoni, tigri, alpaca, asini, cammelli, canguri, lama) a partire da giugno 2017 verranno destinati ad altre aree protette.

Nel 1952 il Barnum Circus fu protagonista del celebre Il più grande spettacolo del mondo (1952) di Cecil B. De Mille, con un giovane Charlton Heston, James Stewart, Cornel Wilde e Laurence Tierney (il futuro vecchio capobanda de Le iene - 1992 - di Quentin Tarantino).

Nel 1986 la vicenda della nascita del Barnum Circus fu portata in scena nel film televisivo Barnum, il re del circo di Lee Philips e interpretato dal grande Burt Lancaster (1913-1994; I gangsters - 1946 - di Robert Siodmak, Forza bruta - 1947 - di Jules Dassin -, Il terrore corre sul filo - 1948 - di Anatole Litvak -, Le vie della città - 1948 - di Byron Haskin,  La corda di sabbia - 1949 - di William Dieterle, Doppio gioco - 1949 - di Robert Siodmak -, La leggenda dell’arciere di fuoco - 1950 - di Jacques Tourneur, La valle della vendetta - 1951 - di Richard Thorpe, Il corsaro dell’isola verde - 1952 - di Robert Siodmak, Da qui all’eternità - 1953 - di Fred Zinnemann, Vera Cruz - 1954 - di Robert Aldrich, La rosa tatuata - 1955 - di Daniel Mann, Trapezio - 1956 – di Carol Reed, Il mago della pioggia - 1956 - di Joseph Anthony, Sfida all’OK Corrall - 1957 - di John Sturges, Piombo rovente - 1957 - di Alexander MacKendrick, Il discepolo del diavolo - 1959 -, Il figlio di Giuda - 1960 - di Richard Brooks, Gli inesorabili - 1960 - di John Huston, Il giardino della violenza - 1961 - di John Frankenheimer, Vincitori e vinti - 1961 - di Stanley Kramer, L’uomo di Alcatraz - 1962 - di John Frankenheimer, Il Gattopardo - 1963 - di Luchino Visconti, Il treno - 1964 - di John Frankenheimer, Sette giorni a maggio - 1964 -, anch’esso diretto da John Frankenheimer, I professionisti - 1966 - di Richard Brooks, Joe Bass l’implacabile - 1968 - di Sydney Pollack, Un uomo a nudo - 1968 - di Frank Perry, Ardenne 44, un inferno - 1969 - di Sydney Pollack, Airport - 1970 - di George Seaton, Io sono la legge - 1971 - di Michael Winner, Io sono Valdez - 1971 - di Edwin Sherin, Nessuna pietà per Ulzana - 1972 - di Robert Aldrich, Scorpio - 1972 - di Michael Winner, Gruppo di famiglia in un interno - 1974 - di Luchino Visconti, Novecento - 1976 - di Bernardo Bertolucci, L’isola del dottor Moreau - 1977 – di Don Taylor, Zulu Dawn - 1979 – di Douglas Hickox, Atlantic City USA - 1980 - di Louis Malle, Branco selvaggio - 1980 - di Lamont Johnson, La pelle - 1981 - di Liliana Cavani, Osterman Weekend - 1983 - di Sam Peckinpah, Due tipi incorreggibili - 1986 - di Jeff Kanew, Rocket Gibraltar - 1988 - di Daniel Petrie, L’uomo dei sogni - 1989 - di Phil Alden Robinson), il quale, dal 1930 al 1943 era stato trapezista in vari circhi (compreso il Barnum), e dalla tedesca Hanna Schygulla.

 

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