“IL SOLITO VIAGGIO” in anteprima a Roma

“IL SOLITO VIAGGIO” in anteprima a Roma
La Contrada di Trieste scalda i motori per un nuovo debutto: iniziano infatti le prove a Roma di “Il solito viaggio”.
Dopo il successo di “Zoran e il cane di porcellana” di Matteo Oleotto e “Cancun” di Jordi Galceràn, la Contrada si affida per questo nuovo testo Matteo Oleotto che lo firma insieme a Filippo Gili. Una commedia surreale e dissacrante che inaugura una nuova collaborazione con alcuni grandi interpreti del teatro italiano: Marina Massironi, Roberto Citran e Luisa De Santis, affiancati da Giancarlo Ratti e dall’attore italo-iraniano Aram Kian, autore di “Zoran e il cane di porcellana”.
 
La scena sembra, ma non è, un ufficio di collocamento. Non è neanche una agenzia interinale. Non è l’anagrafe, né, come di primo acchito sembra, una agenzia di viaggi. Non si comprano sogni, case, lavori, svaghi ma si aiuta nel migliore dei modi… chi vuol togliersi la vita. Buttarsi giù? Sì, ma da dove? Da una montagna, da un palazzo, da un monumento? Barocco? Antico? Ficcarsi sotto un treno? O meglio, sotto una macchina? Un suicidio dal gusto antico? Moderno? Qualcosa che lasci il segno? In più, l’agenzia offre pacchetti ottimizzati: forse in due no, ma in tre, a morire in quello stravagante modo, si può fare!
Pomeriggio inoltrato. Prima Franco, poi Zelda, entrano in ufficio. Da alcuni giorni hanno deciso di aprire l’attività la sera, forse sperando di intercettare più clienti. Il luogo sembra a prima vista un’agenzia di viaggi. Qualcuno bussa: è Bartolo, con una donna, Graziana, sua madre. La situazione è strana, si capisce che l’organizzazione di vacanze copre, in realtà, un ben diverso servizio: favorire e ottimizzare la scelta di splendidi e originali “set” per aspiranti suicidi. Franco e Zelda illustrano il catalogo delle loro proposte. Improvvisamente suona la porta. Altri clienti? Un controllo di polizia? Entra un uomo in divisa: Anacleto. Zelda sbianca, madre e figlio non sanno cosa fare. Dopo una serie di fraintendimenti, si capisce che Anacleto non è lì per controllare, è semplicemente un agente di polizia che ha voglia di farla finita. Tutti discutono animatamente sui vari pacchetti collettivi proposti dall’agenzia, ma sul più bello ecco che scatta un black-out. Dopo i primi attimi di panico - il corto circuito è generale – ci si rende conto che - finestre serrate, ascensori out e scale pericolose al buio - i cinque sono praticamente prigionieri. Proteste, lamenti, rivendicazioni. Chi è claustrofobico, chi ha paura del buio, chi pretende, in assoluta discordia con gli altri, un’assistenza suicida immediata. Tra gli interpreti non ha bisogno di presentazioni Marina Massironi che oltre alla celebrità ottenuta insieme a Aldo, Giovanni e Giacomo e in “Pane e Tulipani” – David di Donatello come miglior attrice non protagonista – è anche una nota doppiatrice, oltre che attrice televisiva, cinematografica e teatrale. Nel cast Roberto Citran, collabora con Virzì e Bracchetti oltre ad essere un grande attore cinematografico, vincitore della Coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia; Luisa De Santis, con all’attivo numerosi film con Nanni Moretti e spettacolo teatrali di Parenti, Proietti e Cecchi; Aram Kian tra i suoi lavori ha recitato in “Educazione siberiana” di Gabriele Salvatores mentre Giancarlo Ratti, tra gli attori di “Colpo d’occhio” di Sergio Rubini,  fa parte anche del cast della nota trasmissione su Radio2 “Il ruggito del coniglio” e ha partecipato alla serie tv “I Cesaroni” oltre che nella conduzione della trasmissione televisiva “Per un pugno di libri”. Questa commedia di Matteo Oleotto e Filippo Gili interpreta con ironia l’insicurezza e la fragilità che pervade il nostro mondo e il cinismo di coloro che speculano sulla debolezza di coloro che credono di non avere più speranza e invece cercano disperatamente un contatto con altri esseri umani per sentirsi vivi.
 La Contrada nell’arco dei suoi quarant’anni, recentemente compiuti, vanta una produzione densa di attività e si traducono, tra la programmazione di teatro serale e teatro ragazzi in più di 190 spettacoli prodotti e 360 spettacoli ospitati all’interno del cartellone del Teatro Orazio Bobbio di Trieste, sotto la guida di Livia Amabilino dopo la scomparsa del fondatore Orazio Bobbio nel 2006. Tanti i traguardi raggiunti, come il riconoscimento, nel 1989 da parte del Ministero dei Beni Culturali di “Teatro Stabile ad iniziativa privata” e di Teatro di primario interesse regionale. La compagnia triestina, in poco più di quarant’anni è riuscita a ritagliarsi un ruolo di spicco nel panorama teatrale italiano, aprendo una seconda sede, il Teatrino dei fabbri e acquisendo anche una partecipazione nel Teatro Duse di Bologna.
 
Lo spettacolo debutta ad Acquapendente in provincia di Viterbo l’8 dicembre 2016 e sarà in tournée, oltre che al Teatro Orazio Bobbio di Trieste, anche al Teatro Sala Umberto di Roma, al Teatro Duse di Bologna e in diverse piazze di Reggio Calabria e della Sicilia, Genova per poi rientrare in Friuli Venezia Giulia a Cervignano, Maniago e Jesolo.
 
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