L’Italia vince tutto al Cous Cous Fest 2014

Gli chefs di Tunisia, Italia e Costa d'Avorio Gli chefs di Tunisia, Italia e Costa d'Avorio Claudio Allais
Si è conclusa con un successo tutto italiano la 17esima edizione del Cous Cous Fest a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani. Per la prima volta nella storia della manifestazione - che si è tenuta dal 23 al 28 settembre - la squadra “azzurra” ha vinto sia il premio miglior cous cous assegnato dalla giuria tecnica, offerto da Unicredit, che quello attribuito dai giurati popolari, offerto dall’azienda Bia.

La ricetta di Andrea Provenzani e Giuseppe Salmeri - milanese il primo, chef al ristorante “Il Liberty”, conclussanvitese il secondo, in forza al ristorante dell’hotel Capo San Vito - ha conquistato proprio tutti con una preparazione dal titolo “La mia Sicilia”, a base di ricciola, cipolle al Marsala, pesto al finocchietto, pistacchio e limone, latte di mandorla e polvere di caffè. A partecipare alla gara gastronomica internazionale, cuore dell’evento, quest’anno c’erano chef provenienti da 10 paesi, Costa d’Avorio, Francia, Israele, Italia, Libano, Marocco, Palestina, Senegal, Stati Uniti e Tunisia. 

Sul palco a premiare i vincitori il sindaco di San Vito Lo Capo, Matteo Rizzo, soddisfatto del buon esito di questa edizione del Cous Cous Fest, che ha visto la presenza di grandi ospiti, da Pino Daniele ad Irene Grandi, dallo chef pluristellato Gennaro Esposito all’attore e chef Andy Luotto al cuoco Filippo La Mantia e che stasera si chiude con una sfilata di alta moda a cura della stilista Francesca Di Maria. 

Una finale vinta sul filo del rasoio perché, per il giudizio degli esperti, dieci tra giornalisti, chef e food blogger capitanati da Paolo Marchi, la squadra italiana e quella francese, composta da Marion Roger, del ristorante Erba Brusca di Milano, e Chiara Cilio, avevano ottenuto lo stesso punteggio. Per eleggere un vincitore si è stabilito che valesse doppio il giudizio del presidente di giuria e così l’Italia ha trionfato. “La giuria – ha spiegato Marchi – è rimasta impressionata dalla capacità di preparare il cous cous su note affumicate e quasi agrodolci per esaltare un’ottima preparazione di una ricciola di 36 kg, pescata al largo delle coste trapanesi”. 

Ai cugini francesi è andato comunque il premio per l’originalità del piatto, offerto da Electrolux Professional. Il team d’oltralpe ha infatti presentato in gara un insolito cous cous dolce con gelato alla verbena che, secondo la motivazione della giuria, “ha saputo sfidare ogni tradizione proponendo, in un mondo dominato da ricette di mare e di terra, un ottimo e davvero insolito cous cous dolce”. 

Il premio per la migliore presentazione del piatto, offerto da Conad, è andato alla Costa d’Avorio, in gara con Abibata Konate, conosciuta meglio come “Mama Africa”, che a Palermo gestisce una piccola osteria, a Santa Chiara, quartiere popolare diventato culla dell’immigrazione. Il suo piatto è un messaggio di pace e integrazione: una mano nera, disegnata su un cous cous bianco, al centro del quale spiccava un cuore rosso.

Premiata sul palco anche Antonella Santilli, di Casalanguida, in provincia di Chieti, vincitrice del concorso “Bia chef moi”, rivolto agli appassionati di cucina, che ha vinto il titolo, messo in palio dall’azienda romagnola leader nella produzione del cous cous in Italia, con una ricetta a base di pesce e di borragine.

Come ogni anno ingredienti principali della manifestazione insieme al cous cous sono lo spirito d’integrazione, di condivisione e di scambio culturale. San Vito lo Capo conferma il suo impegno sociale, abbinando all’aspetto gastronomico la volontà di mettere sotto i riflettori delle questioni importanti quali l’immigrazione, l’accoglienza e il diritto all’assistenza sanitaria, facendolo con Gino Strada di Emergency - associazione che quest’anno ha compiuto 20 anni e che opera incessantemente sui fronti di molte guerre per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità - e con ActionAid, impegnata nella lotta alla cause della fame nel mondo, della povertà e dell’esclusione sociale. Una vocazione che il festival ha da sempre e che rinnoverà in futuro. Allora, non resta che dare appuntamento alla prossima edizione !          

Pubblicato in Varie
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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