La circolazione della scultura lignea barocca nel Mediterraneo

Venerdì 22 maggio 2009, alle ore 18 presso l'Accademia Nazionale di San Luca in Roma sarà presentato il volume La circolazione della scultura lignea baroccanel Mediterraneo. Napoli, la Puglia e la Spagna. Una indagine comparata sul ruolo delle botteghe: Nicola Salzillo di Isabella Di Liddo. Interverranno alla presentazioneCristóbal Belda Navarro, Vittorio Casale, Fabrizio Lemme, Mimma Pasculli Ferrara.
È, sicuramente mancato finora uno studio generale ed organico che facesse emergere il fenomeno della circolazione nel Mediterraneo in tutta la sua complessità, dal momento che già De Dominici attesta che numerosi scultori si recavano in Spagna tra il XVII e XVIII secolo. Il presente studio sulla circolazione della scultura in legno in età barocca tra Napoli e la Spagna mira a mettere in luce l'intenso scambio di opere d'arte nel Mediterraneo occidentale attraverso i Porti di Napoli, della Puglia, di Genova, di Cagliari e della Spagna. Dall'indagine comparata delle fonti scritte e iconografiche è emerso il ruolo determinante della committenza spagnola: da quella vicereale, nobile ed ecclesiastica, alle confraternite con la loro continua richiesta di opere d'arte presso le botteghe napoletane. È apparsa sempre più l'importanza dell'apporto dato dalle botteghe napoletane allo sviluppo della sta­tuaria lignea del Sei-Settecento in Spagna, sebbene non fu solo un fenomeno di importazione ma di proficuo e reciproco scambio, come dimostrano i documenti sia napoletani che spagnoli pubblicati, ma finora trascurati per il loro contenuto relativo alla vita delle botteghe. Da questo studio compa­rato (corredato da pregevoli fotografie) è emersa nitida la figura di Nicola Salzillo e la sua effettiva presenza presso la bottega a Napoli di Aniello Perrone dal 1687 al 1697, con gli altri allievi Pietro e Gaetano Patalano. Appaiono chiare le notizie della sua partenza nel 1699 per Murcia e della sua scuola, famosa per il primogenito Francisco. Da centinaia di volumi (1687-1697) consultati presso l'Archivio Storico del Banco di Napoli ben 40 documenti trascritti sono relativi a scultori del legno (taluni veramente preziosi come la Madonna del Carro di Gaetano Patalano a Lecce); è stato possi­bile quindi realizzare il Catalogo delle opere di Nicola Salzillo tra Santa Maria Capua Vetere e la Spagna e alcuni "corpus" di opere di artisti (Domenico De Simone, Vincenzo Ardia, Gaetano e Pietro Patalano) facenti parte della bottega di Aniello e Michele Perrone citati dal De Dominici e di altri operosi all'epoca. Molto più noti sono gli artisti napoletani Nicola Fumo e Giacomo Colombo, a cui viene dedicato un paragrafo relativo alle opere in Spagna, per quantificare esattamente la loro presenza. Non da meno in Puglia, in particolare in Capitanata, sono molte le statue di Colombo importate, dalla prima datata, del 1702 (S. Giuseppe di Celenza Valfortore), all'ultima del 1721 (S. Giuseppe della cattedrale di Foggia), a differenza delle scarse presenze in Terra di Bari e nel Salento. È  da specificare che il Salento è solo un'area della Puglia e non certo la via preferenziale per i rap­porti con Napoli capitale, come già dal 1983 ha dimostrato Mimma Pasculli con l'esplicito titolo Arte napoletana in Paglia dal XVI al XVIII secolo (dai Documenti dell'Archivio Storico del Banco di Napoli a cura di E. Nappi).

 

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