La Ferrari compie 70 anni

una Ferrari del 1973 una Ferrari del 1973
La leggendaria casa automobilistica di Maranello nel marzo 2017 ha spento settanta candeline.

In realtà la scuderia Ferrari era nata diciotto anni avanti - nel novembre 1929 - come braccio sportivo dell’Alfa Romeo.

Otto anni dopo, nel ’37, lo scioglimento della scuderia e l’ingresso dell’Alfa Romeo nello corse.

Nel ’39 Enzo Ferrari fonda l’Auto Avio Costruzioni. L’anno successivo nasce la prima AAC: la 815.

Nel ’43, durante la Seconda guerra mondiale, lo spostamento della sede della AAC da Modena a Maranello.

Quattro anni dopo, nel ’47, l’Auto Avio Costruzioni cambia nome in Auto Costruzioni Ferrari. E’ la nascita ufficiale della nuova casa automobilistica. Il 12 marzo dello stesso anno l’uscita su strada del primo esemplare Ferrari: la 125 S.

Nel ’50 l’ingresso in Formula Uno. Da allora sarà l’unica casa automobilistica a partecipare ininterrottamente al Mondiale F1 per ben sessantotto edizioni.

Nel ’69 entra a far parte del Gruppo Fiat cedendo il 50% delle quote.

Nell’agosto dell’88 muore all’età di novant’anni Enzo Ferrari e, pochi mesi dopo - nel dicembre dello stesso anno - il gruppo fiat passa al 90% di proprietà Ferrari.

Nel 2013 la Ferrari è stata incorporata nella società olandese New Business Netherlands N.V. Due anni dopo, nel 2015, viene quotata a Wall Street. nel 2016 Ferrari N.V. viene scorporata da FCA, entra nella borsa italiana nonché a far parte di Exor N.V.

Alcune curiosità:

Il nome. Quando nel novembre 1929 fu fondata la scuderia (una squadra che gestiva esclusivamente le Alfa Romeo), Enzo Ferrari avrebbe voluto chiamarla Mutina (l’antico nome latino di Modena. Manifestò tale desiderio proprio al momento della costituzione della società, avvenuta presso lo studio di un avvocato - Enzo Levi a Modena. Tuttavia Levi, all’epoca suo carissimo insieme al notaio Della Fontana e ai soci di maggioranza Alfedo e Augusto Caniato, votarono o per dare alla squadra il nome del suo fondatore, che era stato chiaramente l’ispiratore e il deus ex machina dell’iniziativa. Alla fine, solo dopo molte insitenze, lo convinsero.

Il colore rosso. Negli anni Venti l’autorità sportiva - associazione che sarebbe poi diventata Federazione - stabilì che le macchine dovessero avere il colore razionale  della squadra che le iscriveva in gara: rosso nel caso dell’Italia, blu per la Francia, verde per la Gran Bretagna, bianco per la Germania (negli anni Trenta diventerà un color argento). L’Alfa Romeo inaugurò il cosiddetto “rosso Alfa”, che verrà poi adottato anche dalla Maserati e dalla stessa Ferrari. Quest’ultima passerà poi al leggermente più chiaro “rosso Corsa”. Tuttavia, la Ferrari ha corso anche con altri colori: il giallo nel Gran Premio del Belgio del ’61, il bianco e blu (i colori del North American Racing Team negli ultimi due GP del ’64, Mondiale vinto dal recentemente scomparso John Surtees (1934.-2017).

Il cavallino rampante. Nel ’23, l’allora pilota Enzo Ferrari fu raggiunto dalla madre di Francesco Baracca - “leggendario” aviatore morto nel ’18 -, la quale gli consegnò lo stemma del cavallino rampante che il figlio aveva portato sui suoi aerei: “Lo metta sulle sue macchine, le porterà fortuna”. Ferrari, dopo averlo modificato (il cavallino nero fu messo su campo giallo - il colore di Modena -, ridisegnato più magro e leggero, con la coda in alto, racchiuso in un rettangolo e non sotto un arco affinché non fosse confuso con il marchio Bugatti), lo userà solo a partire dal ’29 per distinguere le “sue” Alfa Romeo da quelle gestite dalla casa. Quando lo affidò al disegnatore per le correzioni, si raccomandò: “Lo faccia che voli”.

La sede a Maranello (MO). Se la Ferrari ha sede a Maranello è solo per via della stupidità delle autorità fasciste dell’epoca a Carpi e Formigine (anch’esse in provincia di Modena). I due podestà crearono infatti numerosissime difficoltà al fondatore della casa automobilistica che, nel ’42, favorito dalla legge sul decentramento industriale – finalizzata a portare lavoro anche nelle zone rurali – si era messo alla ricerca di un terreno che ospitasse le officine dell’Auto Avio Costruzioni. Dopo i due rifiuti Enzo Ferrari optò per Maranello, dove era in vendita una vasta area vicino ad una casa colonica che era già sua da qualche anno avanti. Si tratta della celebra casa bianca con le imposte rosse, che è oggi immersa nel circuito di Fiorano. L’attività produttiva a Maranello comincerà nel settembre del ’43.

Come già detto, solo la Ferrari ha sempre corso in Formula 1 fin dal ’50, anno in cui fu istituito il Mondiale. All’epoca si batteva contro Alfa Romeo, Maserati, Gordini e Talbot, poi scomparse in epoche differenti. Nonostante le polemiche, le guerre politiche e la minaccia - ricorrente nel corso degli anni - di ritirarsi e portare le sue macchine a correre in Formula Indy, la Ferrari non ha mai fatto mancare la sua iscrizione in Formula 1. Una fedeltà che, negli accordi attualmente in vigore sulla ripartizione dei proventi, le garantisce un bonus prossimo ai cento milioni di Euro l’anno.

 

Pubblicato in Varie

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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