La pizza diventa Patrimonio Immateriale dell'Umanità

La pizza napoletana da 9 dicembre diventerà Patrimonio Immateriale dell'Umanità.

Il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco ha deciso di dare questo riconoscimento al piatto tipico italiano e famoso in tutto il mondo.

Alfonso Pecoraro Scanio nel 2004 , ex ministro per le Politiche Agricole, annunciò l'avvio di una petizione per la candidatura a favore di questa ricetta dai tavoli del Napoli Pizza Village. L'idea nasce, addirittura nel 2000, quando moltissimi pizzaioli si riunirono per sostenere il cibo identitario del nostro Paese.

La pizza napoletana è morbida e gonfia ai bordi, viene lasciata lievitare per decine di ore ed è tutt'oggi insuperabile tanto da vantare numerose imitazioni in tutto il mondo.

Una vittoria festeggiata sia dagli ideatori di Napoli Pizza Village Claudio Sebillo e Alessandro Marinacci ma anche dai politici come l'attuale ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, il quale ha lanciato l'annuncio su Twitter e il ministro per la Cultura Dario Franceschini.

Il consigliere Unesco Pier Luigi Petrillo ha spiegato le ragioni della vittoria della pizza: "L'Unesco ha voluto riconoscere quale patrimonio dell'umanità, la creatività dei pizzaioli che hanno saputo trasformare elementi basici come l'acqua e la farina in una creazione di incredibile valore culturale che rappresenta l'Italia nel mondo".

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