Mostra del glamour e scandali divistici: "Purchè se ne parli"

Enrico Lucherini é all'Ara Pacis dal 12 ottobre con una mostra sul cinema italiano dell'epoca d'oro: foto del set e delle feste, materiali inediti e locandine. Un tuffo nel passato glorioso di una Roma glamour, elegante e raffinata divenuta l'icona di un periodo straordinario, che creava miti: quando il cinema era davvero la fabbrica dei sogni e plasmava la cultura popolare.

Enrico Lucherini inaugura è all'Ara Pacis dal 12 ottobre con una mostra sul cinema italiano dell'epoca d'oro: foto del set e delle feste, materiali inediti e locandine. Un tuffo nel passato glorioso di una Roma glamour, elegante e raffinata divenuta l'icona di un periodo straordinario, che creava miti: quando il cinema era davvero la fabbrica dei sogni e plasmava la cultura popolare.

 

LUCHERINI

Enrico Lucherini, l'uomo delle star, che nel corso della sua carriera di press agent ha inventato scoop e scandali pur di far sognare il pubblico e promuovere l'immagine dei divi inaugurerà il 12 ottobre a partire dalle 18:30, una mostra nella suggestiva cornice dell'Ara Pacis che s'intitola "Purché se ne parli". Il motto coniato dallo scrittore britannico Oscar Wilde ben si adatta alla natura del lavoro di Lucherini, che per anni ha alimentato l'immaginario popolare plasmando in molti casi vere e proprie icone dello star system, attraverso un intuito innato per quella prima forma embrionale di marketing  virale che era lo scandalo montato ad arte, la foto architettata per destare scalpore, gli incontri tra i grandi attori. Tutto affinché i suoi artisti fossero delle vere e proprie icone del mondo della celluloide, i più chiacchierati, quelli più in vista. La mostra di Lucherini presenterà le foto scattate sui set, alle feste, alle conferenze stampa, alle prime; locandine meravigliose, spesso ideate da lui; il gigantesco mappamondo dono di Luchino Visconti e poi biglietti, musica, poltroncine del cinema, la mappa dei teatri per piazzare gli ospiti eccellenti alle prime. Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del cinema italiano degli anni d'oro, quel cinema che attirava ospiti stranieri e stelle d'importanza internazionale a Roma: quando via Veneto era il ritrovo dei divi, e la città eterna possedeva quell'aura di indescrivibile eleganza e raffinatezza oggi ormai lontana. Un tuffo nel passato che come emerge dalle stesse affermazioni di Lucherini, lascia dietro di se un presente in cui " il cinema è senza cuore e gli artisti non li raggiungi perché hanno mille persone intorno, che puoi inventare?”. Un impoverimento dato dalla mancanza di quel romanticismo e da quella patina aurea di glamour che oggi è andata dissolvendosi. Secondo Lucherini infatti il i veri protagonisti del cinema italiano contemporaneo sono " [...] i registi, i divi sono loro. Diciamo: il film di Sorrentino, di Luchetti, di Garrone, di Tornatore. L’autore ha preso il posto della star. Non so se sia un bene…”. Pucrché però se ne parli. Come da regola.

Luigi Paolicelli

 

Pubblicato in Varie

Fotonews

Green pass, in migliaia a Roma contro l'obbligo

Noi e i nostri fornitori archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo (e/o vi accediamo) e trattiamo i dati personali, quali gli identificativi unici e informazioni generali inviate da un dispositivo, per personalizzare gli annunci e i contenuti, misurare le prestazioni di annunci e contenuti, ricavare informazioni sul pubblico e anche per sviluppare e migliorare i prodotti. Accettando o continuando a navigare su questo sito con la tua autorizzazione noi e i nostri fornitori possiamo utilizzare tali dati. MAGGIORI INFORMAZIONI