Presentata la XXI edizione del RomaEuropa Festival

Presentata la XXI edizione del RomaEuropa Festival
Venerdì 20 maggio 2016 a Roma si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della ventunesima edizione del RomaEuropa Festival.

Venti spazi, cinquecentoventiquattro artisti, fra cui trentaquattro compagnie per la prima volta al REF, centoquarantacinque giorni di attività inclusa l’anteprima estiva del festival, cinquantuno appuntamenti dedicati alla creazione contemporanea, di cui trentaquattro in prima italiana, per un totale di oltre quarantamila posti in vendita agli spettacoli: sono i numeri della ventunesima edizione del RomaEuropa Festival che, dal 21 settembre al 3 dicembre 2016, animerà venti spazi della capitale con il titolo Portati Altrove.

«Un invito ad accompagnarci nel percorso di emozioni e scoperte artistiche, che nello stesso tempo allude alla responsabilità del Festival nello scegliere i confini e le caratteristiche di questo "altrove artistico"», spiega Fabrizio Grifasi, Direttore generale e artistico della Fondazione RomaEuropa, presieduta da Monique Veaute.

Attraverso i suoi percorsi multidisciplinari tra musica, teatro, danza, nuovo circo, arti visive e nuove tecnologie, RomaEuropa ha coinvolto nelle ultime edizioni un pubblico sempre più numeroso. Fondamentale per questo viaggio il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma, di Roma Capitale, della Regione Lazio, della Camera di Commercio di Roma insieme al prezioso supporto della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, che sostiene le attività di Romaeuropa e la promozione degli artisti del Mediterraneo, e di RAI, che con i suoi canali offre al festival nuove possibilità di approfondimento e divulgazione.

Dopo vent’anni RomaEuropa Festival torna in estate - dal 24 giugno al 18 settembre - con l’anteprima del progetto Patrimonio e Creazione, realizzato assieme alla Soprintendenza per l’area archeologica centrale di Roma e presentato lo scorso 28 aprile dal Ministro Dario Franceschini. Appuntamento con la mostra Par tibi, Roma, nihil, ideata da Monique Veaute e curata da Raffaella Frascarelli, Presidente della Nomas Foundation e con Palamede, La storia di Alessandro Baricco entrambi nell’Area Archeologica del Palatino.

Ad inaugurare REF 2016 il 21 Settembre è Hofesh Shechter, coreografo tra i più acclamati nel panorama internazionale, al Teatro Argentina per la prima delle collaborazioni con il Teatro di Roma, con il debutto italiano di Barbarians, un lavoro dal ritmo forsennato e articolato in tre capitoli sull’intimità, la passione e la banalità dell’amore.

Seguono alcuni dei più importanti nomi della scena artistica europea e mondiale: Forced Entertainment con le trentasei opere teatrali di Shakespeare concentrate in 8 giorni in spettacoli di 50 minuti ciascuno, Guy Cassiers con gli attori del Toneelhuis di Anversa e del Toneelgroep di Amsterdam diretto da Ivo Van Hove per una rilettura del romanzo Le Benevole di Jonathan Littell; Les 7 doigts de la main, con la loro commistione di danza e nuovo circo, e Ben Frost in Music For Sòlaris, progetto musicale ideato con Brian Eno e Danìel Bjarnason sul celebre film Solaris (1972) di Andrej Tarkovskij (considerato quasi all'unanimità come il miglior film di fantascienza della storia del cinema insieme a 2001: Odissea nello spazio - 1968 - di Stanley Kubrick) eseguito dall’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. 

Dialogo tra composizione coreografica e musicale quello proposto da Emio Greco e Pieter C. Scholten, che con Franck Krawczyk e i danzatori del Ballet National De Marseille affrontano La Passione Secondo Matteo di Bach, da Anne Teresa De Keersmaeker in uno scambio con Steve Reich in Rain (2001) e da Wim Vandekeybus che riallestisce il suo In Spite of Wishing and Wanting (1999) sulle musiche originali di David Byrne.

Questi due spettacoli, insieme ad ORESTEA (una commedia organica?), storico allestimento della Socìetas Raffaello Sanzio rimesso in scena da Romeo Castellucci dopo quasi ventuno anni, formano un ideale trittico di appuntamenti con la “memoria” del contemporaneo.

La relazione tra creazione e nuove tecnologie riemerge a La Pelanda in 3D Water Matrix, gigantesca macchina robotizzata che scolpisce una cascata d’acqua, manipolata per Digitalife dal suo stesso ideatore Shiro Takatani e dallo scultore Christian Partos e nell’alta tecnologia della rete GARR che, ne Il Ratto di Europa di Giorgio Barberio Corsetti, collega attraverso la fibra ottica l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps, Colosseo e INFN Frascati. Lo spettacolo è parte del percorso di Patrimonio e Creazione.

Sempre nello stesso percorso, in dialogo con i beni storici della Capitale, anche gli appuntamenti con la musica contemporanea: Alvin Curran, protagonista sia al Laghetto di Villa Borghese, con la Banda della Scuola popolare di Musica di Testaccio, sia nella storica residenza dell’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici; Sabina Meyer a Villa Farnesina, suggestiva sede dell’Accademia dei Lincei;  Lucia Ronchetti nell’Aula X delle Terme di Diocleziano con i cori dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti da Ciro Visco.

L’Orchestra di Santa Cecilia, invece, sarà protagonista di Senza Sangue di Peter Eötvös sull’omonimo romanzo di Alessandro Baricco.

Nelle architetture industriali de La Pelanda la musica contemporanea di Tempo Reale Electroacustic Ensemble per Sylvano Bussotti ed Alessandra Celletti con l’artista visivo Onze, le animazioni musicali di Dark Circus dei francesi Stereoptik e la sonorizzazione del film Blackmail del collettivo Edison Studio che promuove anche il concorso internazionale Sound of Silence dedicato alla composizione musicale per immagini, realizzato con il supporto della SIAE e la collaborazione della Cineteca di Bologna e del RomaEuropa Festival. La premiazione si terrà alla Casa del Jazz.

Il dialogo fra musica e immagini continua con Colapesce, in uno scambio con i documentari di Vittorio De Seta, e con il talentuoso pianista Chassol entrambi in scena al Monk Club. Qui anche la reinterpretazione dei più celebri brani di Tom Waits ad opera del gruppo canadese LODHO – L’Orchestre d’hommes-Orchestres e i rancheros di Chavela Vargas interpretati da DMartino e Fabrizio Cammarata. Altra voce italiana è quella di Raiz, leader degli Almamegretta, al Teatro Vascello con il compositore Yotam Haber e l’Ensemble LCP diretto da Daniele Del Monaco per un percorso nelle antiche melodie ebraiche dal titolo New Ghetto Songs e coprodotto con Nuova Consonanza.

Alla club culture sono dedicati gli appuntamenti con il duo tedesco incite/ e con "Soundwall", magazine autorevole e punto di riferimento della scena elettronica italiana.

Particolare l’attenzione dedicata dal REF 2016 ai nuovi nomi della danza internazionale: Sharon Eyal, per la prima volta al Festival con Gay Behar, Ori Lichtik e la sua L-E-V Company; Noè Soulier e l’americana Liz Santoro con il francese Pierre Godard con i loro rispettivi spettacoli in bilico tra scienza, teoria e la potenza della performing art.

Olandiamo è il titolo di un focus dedicato alla nuova coreografia olandese che vede protagonisti Nicole Beutler, Ann Van Den Broek e Jan Martens, mentre la nuova edizione di DNA, quest’anno a cura di Francesca Manica, porta in scena il progetto al femminile della compagnia C&C con i soli di Marion Alzieu, Ayala Frenkel, Chiara Taviani e, in network con Aerowaves, gli spettacoli di Christos Papadopoulos, Lalì Ayguadè, Yasmine Hugonnet cui si aggiunge l’italiana Lara Russo, vincitrice di Appunti Coreografici 2015. Il premio sarà riproposto anche per il REF 2016.

Dalle scritture per il corpo alle nuove drammaturgie con Daria Deflorian - Antonio Tagliarini, in scena al Teatro India con la prima nazionale de Il cielo non è un fondale e con Acqua di Colonia, debutto di  Timpano & Frosini al Teatro Quarticciolo. All’Accademia di Francia - nell’ambito del ciclo I giovedì della Villa - Questions d’art - Lina Prosa presenta Pentesilea.

Ancora incontri  tra nuove tecnologie, arti visive e performative con gli spettacoli di Adrien M/Claire B, del visionario Pierre Rigal e del collettivo transdisciplinare Fuse. Il CRM-Centro ricerche musicale con Jose Miguel Fernandez, Alexander Vert, Michelangelo Lupone, Philippe Spiesser, Thomas Koppel presenterà gli strumenti elettronici di manipolazione del suono GeKiPe e SkinAct.

Ancora a La Pelanda la settima edizione di Digitalife, la mostra dedicata all’interazione tra arti visive e nuove tecnologie curata da Richard Castelli (già curatore della rassegna nel 2010) che presenta l’opera Zee di Kurt Henstschläger, l’installazione site-specific Deep Dream - Act II di NONE, oltre alla già citata 3D Water Matrix con le opere di Takatani e Partos. Completa il percorso di opere il progetto Understanding the Other a cura del laboratorio PerCro della Scuola Superiore di Sant’Annaoggi ai suoi venticinque anni di sperimentazione e ricerca.

RomaEuropa è anche luogo di approfondimento e di dialogo con gli artisti. Tredici i progetti dedicati al pubblico degli spettacoli: Post It (a cura di Matteo Antonaci), Music Inside (a cura di Nuova Consonanza) e gli undici progetti di InFormazione coordinati da Lara Mastrantonio: Destinazione ScuolaSpring RollLe Antenne di RomaEuropaDominoIridicoTeatro e Critica Lab, Let’s DanceDNA VisioniWarming UpIN DRAMA RomaeEuropa Al Vivo.

RomaEuropa Festival 2016 è prodotto dalla Fondazione RomaEuropa ed è reso possibile grazie ad una preziosa rete di sostenitori pubblico/privata, italiana ed europea di cui fanno parte la Città Metropolitana di Roma Capitale, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, il Fonds Podium Kunsten Performing Arts Fund NL, l’Ambasciata dei Paesi Bassi,Theatron e RAI; istituzioni come il Teatro di Roma main partner teatrale, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MACRO-Museo d’Arte Contemporanea di Roma, gli istituti internazionali di cultura quali la Delegazione del Québec a Roma, laFondazione Nuovi Mecenati, l’Institut Français, l’Ambasciata di Spagna, il Goethe-Institut, il British Council, l’Ambasciata di Israele a Roma, Prohelvetia Swiss Arts Council, i progetti Aerowaves e The Littel Project entrambi co-finanziati dall’Unione Europea nell’ambito del programma Creative Europe. Il festival è inoltre realizzato in dialogo con Nomas Foundation, Atcl, Maxxi, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Percro S.Anna, Nuova Consonanza e Seminaria Sogninterra, a cui si aggiungono, Ied, Teatro Azione, Teatro e Critica, Dynamis Teatro e i media partner RAI Cultura, RAI3,RAINews24, RAI Radio 2, RAI Radio 3, e Deezer.

Ospitano gli spettacoli del REF 2016: l’Area Archeologica del Palatino, lo Stadio di Domiziano - Palatino, l’Aula Ottagona e l’Aula X delle Terme di Diocleziano, Crypta Balbi, Palazzo Altemps; La Pelanda – MACRO Testaccio, Villa Medici, Villa Borghese e Villa Farnesina; la Casa del Jazz e il Monk Club, l’INFN - Istituto nazionale di Fisica Nucleare, l’Opificio Romaeuropa, l’Auditorium Conciliazione, l’Auditorium Parco della Musica e i teatri Argentina, India, Vascello, Biblioteca Quarticciolo, oltre alle attività nella Regione Lazio.

 

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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