Prosek, Mipaaf trasmette dossier contro riconoscimento croato

Prosek, Mipaaf trasmette dossier contro riconoscimento croato
E’ stato trasmesso ieri, martedì 9 novembre, all’attenzione della Commissione Europea il dossier con l’opposizione italiana al riconoscimento della menzione geografica tradizionale europea per il Prosek croato. Ad annunciarlo in una conferenza stampa al Ministero per le politiche agricole e forestali il ministro Stefano Patuanelli.

Si apre così un nuovo capitolo della battaglia tra Italia e Croazia sul riconoscimento delle proprie eccellenze enologiche a seguito della richiesta della Croazia all’Europa di poter usare la denominazione Prosek per quattro vini dalmati.

Il documento contiene la posizione tenuta dall’Italia con le relative motivazioni tecniche, quali la questione dell’omonimia tra la menzione croata Prosek e la Dop Conegliano Valdobbiadene Prosecco; l’iscrizione delle colline Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista del patrimonio mondiale Unesco e, infine, l’incompatibilità del riconoscimento della menzione tradizionale Prosek.

“Le motivazioni per cui ci opponiamo alla denominazione tradizionale Prosek sono ben solide e rappresentate nel documento che abbiamo inviato alla Commissione – speiga Stefano Patuanelli –, tra le principali c'è la questione della omonimia tra la denominazione Prosek e la Dop "Conegliano Valdobbiadene", evidenziando come, essendo lui triestino, "molte persone sono stupite di avere scoperto che esiste una frazione del comune di Trieste che si chiama Prosecco, e sui cartelloni stradali, sotto nome il nome Prosecco c'è scritto Prosek perché è la traduzione in croato del termine Prosecco e questo anche dimostra l'omonimia che portiamo all'attenzione della Ue".

Prosegue poi il Ministro: “il timore non è la pericolosità nel fatto in sé, perché la produzione italiana non può essere scalfita, ma è che nessuno ci garantisce che non venga modificato il disciplinare. O l'Ue è in grado di tutelare le Dop e le Igp o il sistema delle denominazioni rischia di saltare".

"Se l'Europa apre una falla così grossa sul Prosek saranno a rischio 837 denominazioni e 300 consorzi italiani. La nostra mission – afferma il Sottosegretario delle Politiche agricole, Gianmarco Centinaio – è per la tutela del prodotto e delle aziende italiane. E’ sotto attacco una delle denominazioni più importanti dell'Italia".

A margine dell’iniziativa del Governo, la Coldiretti presenta alcuni dati Istat dove emerge che "quasi una bottiglia di vino italiano su sei stappate oggi all'estero è di Prosecco, diventato la star mondiale delle bollicine grazie a un incremento delle vendite oltre confine del 32% nel 2021".

"Il Prosek è un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia per il quale Zagabria chiede di registrare una "menzione tradizionale" dopo che il tentativo di proteggere la stessa denominazione era già fallito nel 2013. L'iniziativa del Ministero – sottolinea la Coldiretti – è importante per tutelare un patrimonio del Made in Italy che alla fine dell'anno raggiungerà un valore al consumo di 2,5 miliardi di euro dei quali la maggior parte realizzati sui mercati esteri con la leadership a livello mondiale in termini di volumi esportati davanti a Champagne e Cava".

“Gli Stati Uniti sono diventati il primo acquirente in valore di bottiglie di Prosecco con un aumento del 49% ma l'incremento maggiore delle vendite – aggiunge Coldiretti – si è verificato in Russia dove gli acquisti sono praticamente raddoppiati (+91%) mentre in Germania guadagna il 28%, seguita dalla Francia (+15%), il paese dello Champagne in cui le bollicine italiane mettono a segno una significativa vittoria fuori casa, nei primi sette mesi del 2021. L'appeal delle bollicine Made in Italy resiste anche alla Brexit dove le vendite aumentano del 5%, con la prospettiva di incrementare ulteriormente visto che il Governo ha annunciato il taglio delle tasse sul Prosecco e sui vini spumanti con un calo di circa 1,3 euro a bottiglia che si rifletterà sui prezzi di vendita e renderà più accessibile l'acquisto del vino italiano. E ora anche i cinesi hanno scoperto la bontà del bere italiano, con le spedizioni di Prosecco che sono addirittura più che triplicate nel 2021 (+238%)".

“A trainare il record sui mercati esteri – conclude Coldiretti – un sistema che abbraccia due regioni (Veneto e Friuli Venezia Giulia), nove province e tre denominazioni d'origine (Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg) per una produzione complessiva che ha raggiunto 700 milioni di bottiglie dopo aver incassato nel 2019 il riconoscimento Unesco per le Colline del Prosecco".

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