Radicepura Garden Festival: il giardino mediterraneo come messaggio di pace

Radicepura Garden Festival: il giardino mediterraneo come messaggio di pace
Un po’ di Sicilia nel cuore d’Europa. Nella splendida cornice del giardino davanti all’Istituto del Mondo Arabo di Parigi si è svolta la presentazione ufficiale internazioanel del Radicepura Garden Festival.

Mario Faro, presidente di Radicepura, il 22 settembre scorso ha ricordato -introducendo la manifestazione -, come da sempre la Sicilia sia il crocevia naturale di diverse culture, non solo quelle del Mediterraneo. Questa terra splendida, ricca di bellezze naturali, artistiche e con una storia complessa e unica, è il luogo ideale per ospitare una manifestazione come il festival di giardini, che vuol essere un vero messaggio di pace, in un periodo colpito da guerre, le cui conseguenze si ripercuotono nelle acque del Mare Nostrum.

Le piante da sempre hanno un loro linguaggio, una simbologia precisa, codificata. La bellezza dei giardini, rappresentazione dell’Eden, vuole essere il volano per veicolare nuovi messaggi insieme a quello di pace, per una società interculturale – come la Sicilia lo è stata e continua a esserlo -  attraverso l’arte della creazione paesaggistica.

Ispiratosi ai festival di creazioni di giardini europei, come quello noto che si svolge a Chaumont-sur-Loire, Radicepura Garden Festival invita artisti di fama mondiale e giovani talenti a dipingere, costruire con le piante le loro opere. L’obiettivo è dar vita a un hub tematico che unisca cittadini, turisti, tecnici e appassionati, sensibilizzandoli sulle problematiche del verde e sulla sostenibilità nelle grandi città. Ma anche, restituire il giusto valore all’aspetto culturale del verde, utilizzando vari linguaggi artistici, dalla musica alle performances, fino ad esperimenti concettuali contemporanei, passando anche per la gastronomia, dove le piante e le spezie sono ingredienti determinati.

Il tema è “L’esperienza mediterranea”, intesa nel senso più ampio, visto che il clima mediterraneo non è solo quello che tocca i paesi che si affacciano sul Mare Nostrum, ma è diffudo nel mondo a causa anche del riscaldamento globale. Saranno realizzati una decina di giardini: alcuni da famosi garden designer internazionali, quali Michel Péna, Stefano Passerotti e James Basson chiamati ad interpretare il tema della Ia edizione del festival; e 5 giardini saranno l’opera di giovani designer selezionati tramite un concorso Call-for-ideas.

Michel Péna è architetto paesaggita, diplomato alla scuola nazionale di paesaggio di Versailles nel 1983. Insieme alla moglie Christine fonda nel 1984 la propria agenzia, Péna paysages. Porta la sua firma il giadino antistante l’IMA, realizzate con le piante del vivaio Faro.

Il fiorentino Stefano Passerotti è conosciuto per essere uno spirito libero per il suo approccio anticonvenzionale al contesto botanico che lo porta a trovare sempre nuovi metodi e nuove soluzioni, cosa che gli vale la definizione di “giardiniere coraggioso”.

Infine, James Basson è un garden designer inglese che vive da anni nel sud della Francia. La sua passione per i paesaggi naturali, ai quali si inspira, lo porta a utilizzare appunto materiali naturali e gli artigiani locali. È specializzato in giardini secchi e sostenibili.

Ma non finisce qui. ll festival ospiterà un intervento di land art realizzato Alfio Bonanno, artista convinto che l’uomo sia parte integrante con la natura, con la quale si debba dialogare. Nelle sue opere tutti gli elementi interagiscono tra loro: la natura è musa, fonte d’ispirazione, parte integrante della sua opera. Bonanno lavora con gli elementi che trova sul luogo, in site specifique, vivendo la creazione artistica come un’urgenza. Come un archeologo fruga nel territorio per cercare gli elementi della sua composizione: ogni frammento raccolto racconta una storia. L’installazione si sovraccarica allora di significati. L’artista ha accettato questa nuova sfida, tornando alle sue radici siciliane, di celebrare questa terra dai mille tesori, molti ancora da scoprire.  

Un altro grande maestro dell’arte mondiale, sempre d’origine siciliana, Emilio Isgrò realizzerà anche lui un’opera per il festival. Noto per le sue cancellature su enciclopedie e libri, e per aver contribuito alla nascita e agli sviluppi della poesia visiva e dell'arte concettuale. La sua scultura Il Seme dell’Altissimo, installata nell’accesso principale dell’Expo Center di Milano, è un omaggio alla terra natale di Sicilia, dato che il seme in questione è quello dell’arancia. L’arancio è una pianta caparbia, capace di crescere nelle condizioni ambientali più diverse e poco accoglienti. 

A questi maestri di fama mondiale la manifestazione accosta i giovani talenti, sottolineando la sua vocazione a essere un vero vivaio, non solo di piante ma anche d’artisti. Obiettivo del festival è, dunque, riassegnare il giusto valore all’aspetto culturale delle piante, utilizzando vari linguaggi delle arti performative, lasciando campo libero a esperimenti concettuali contemporanei senza dimenticare gli aspetti turistici ed economici come motori di sviluppo del territorio, e il ruolo e il valore estetico del verde. L’esigenza di una svolta ecologica del nostro stile di vita, che passa per una maggiore cura e tutela dell’ambiente.

Pubblicato in Varie
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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