Storie di Donne Morte Ammazzate (barbarie italiana) di Betta Cianchini

Storie di Donne Morte Ammazzate (barbarie italiana) al Teatro Lo Spazio di Roma: 12 Storie italiane, 12 ambientazioni diverse, 12 diversi casi con un’unica certezza: la fine è tristemente nota. 

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Storie di Donne Morte Ammazzate (barbarie italiana) al Teatro Lo Spazio di Roma: 12 Storie italiane, 12 ambientazioni diverse, 12 diversi casi con un’unica certezza: la fine è tristemente nota. Una vera e propria maratona teatrale per raccontare e denunciare un prodotto made in Italy, una barbarie italiana che si spera non si smetterà mai di raccontare fino a quando ci saranno ancora casi di femminicidio. 

Dodici storie differenti, ambientate in contesti sociali, culturali ed economici diversi. Dodici storie di donne, riviste e rappresentate con dodici tagli e prospettive differenti.  Le storie raccontate, ci tiene a spiegare l’autrice Betta Cianchini, sono storie italiane. Ogni storia messa in scena è un puzzle di tante storie. Questo perché mai, afferma, avrebbe messo in scena una storia unica, così com’è. Questo modo di raccontare la crudeltà del fenomeno ha sempre dato il rimando di profanare una vita che già di suo, di soprusi e dolorosa profanazione ne è piena.

Dopo aver studiato più di 200 casi degli ultimi due anni, (ha iniziato a studiarli per organizzare gli interventi per la Marcia di Ostia contro il Femminicidio del 1 giugno 2013 “Mai più” organizzato dall’Associazione PuntoD di cui fa parte) Betta Cianchini ha iniziato a scrivere monologhi di donne cercando di creare degli arabeschi emotivi e di cronaca tra tutte le vite. Il sentirsi improvvisamente in un film horror, in una gabbia mentale e la paura di uscire dalla stessa. Quindi l’impotenza e soprattutto l’incapacità di riuscire a raccontare agli altri la verità. Più l’estrazione sociale, culturale ed economica della donna è alta, più il disagio nel raccontarsi è prepotente, potente ed invalidante. E più alta è la percentuale delle donne che mettono piede in caserma o in centro antiviolenza e scappano. 
Le storie, prendendo vita dalla quotidianità nuda e cruda, hanno spesso un taglio ironico e grottesco, che poi è la cifra della stessa autrice. Per questo il primo monologo presentato ad Aprile - Ex moglie si innamora da morire di ex moglie - ha avuto un forte riscontro. Normalmente dietro queste operazioni c’è il crogiolamento nel dolore “tout court”. Questo sarebbe troppo facile e non servirebbe a nessuno, anzi servirebbe ad allontanare l’attenzione della società civile dal problema. Bisogna parlare con semplicità emotiva nella narrazione che è cosa ancor più difficile ma tanto più urgente. E bisogna raccontare queste storie perché spesso anche quando si denuncia, c’è qualcosa che si inceppa, che non va avanti. Perché tanti casi di donne uccise nonostante la denuncia?
Ecco perché i racconti in scena, ecco perché la Notte Rossa. Capire il problema con chi il problema lo vive, lo tratta e ci lavora. Nella Notte Rossa una penalista ci farà capire le novità in materia giuridica e parleranno finalmente le Task Force di Polizia e Carabinieri. Proprio per capire "dove si inceppa l'ingranaggio". Altrimenti sono solo spettacoli e plastici da guardare la sera comodamente seduti su un divano. Dimenticando che questa è roba vera e tutta italiana. 

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