Strasburgo: il suo ruolo storico è scritto nella sua struttura urbana

Haute Ecole des Arts du Rhin (HEAR) Haute Ecole des Arts du Rhin (HEAR) © C.Hamm
Contaddistinta da quello che viene definito “l’umanesimo renano”, la nascita e lo sviluppo di Strasburgo ne fanno una città  unica e universale allo stesso tempo perché fondata sull'ideale d'armonia e di pace che la caratterizza.

Questa storia particolare trova il suo corpo in un patrimonio materiale e immateriale eccezionale.

La Grande-Ile di Strasburgo è inscritta sulla lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1988 per la sua magnifica cattedrale capolavoro dell’arte gotica, l’insieme urbano caratteristico dell’Europa centrale e per la sua architettura renana del XV° e XVI° secolo. Ma il cuore della città è connesso con altre zone di notevole valore storico e artistico, motivo per il quale la città di Strasburgo ha consegnato una candidatura per l’estensione del bene classificato come patrimonio mondiale al quartire della Neustadt, l’antico quartiere imperiale tedesco.

L'estensione dalla Grande-Ile al Neustadt, quartiere costruito a cavallo tra il XIXo e XXo secolo, permette di proporre una nuova lettura e un riconoscimento dell’eccezionale paesaggio urbano della città. Nel 1871, sotto il regno di Guglielmo III, l'Alsazia e la Mosella sono integrati all'impero tedesco e Strasburgo diventa la capitale nuovo Reichsland Elsass-Lothringen. La città viene completamente trasformata. A partire fin da anni 1880, sotto l'egida delle autorità tedesche, un vasto cantiere comincia e la superficie della città triplicherà. Un progetto urbanistico ambizioso e prestigioso che le autorità affidano agli architetti Jean-Geoffroy Conrath, August Orth, berlinese e Hermann Eggert, l'architetto del palazzo del Reno. Frutto di diverse influence, la Neustadt è il più grande quartire rappresentativo di quest’epoca sfuggito ai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale. Comprende i quartieri che circondano il centro storico, dalla stazione all’ospedale, passando per piazza de Haguenau e della Repubblica, le Contades, l’Orangerie e l’università.

Il Neustadt si caratterizza per i suoi assi strutturanti e la sua coerenza urbananistica, che ne fa un prosueguo ideale della parte medioevale della città. Lo spazio strutturato in vie ortogonali o radioconcentriche, organizzate attorno a edifici pubblici o a parchi, che in un gioco di visuali e prospettive creano un panorama unico. Nel Neustadt sono  concentrati tutti i luoghi del potere: politico, religioso, giudiziario ma anche la conoscenza. All’epoca, l'università di Strasburgo conobbe uno sviluppo notevole sotto l'amministrazione tedesca. La città sarà “tedesca” fino al 1918, fine del primo conflitto mondiale. Accuratamente riunite con la loro specificità e la loro diversità, queste realizzazioni compongono una scena urbana eccezionale rappresentativa di una cultura della città propriamente europea, molto significativa in questo luogo di conflitti passati, oggi simbolo della riconciliazione franco-tedesca.

L'Europa fa risolutamente parte dell'identità di Strasburgo e dei suoi grandi progetti. Eurometropoli dal 1° gennaio 2015, Strasburgo è “capitale europea” con la sua geografia e con la sua storia. La città è collegata dal Reno alla Germania, alla Svizzera e ai Paesi Bassi, e iscritta nel cuore di un vasto territorio transfrontaliero. Parallelamente, la storia della città si ricollega strettamente alla quella del Vecchio continente; Strasburgo accoglie oggi il Parlamento europeo e il Consiglio d'Europa. Inoltre, per celebrare l’identità renana, nell’autunno 2017 si terrà una grande esposizione che coinvolgerà tutta la città “Strasburgo, laboratorio d’Europa- 1880 – 1930”.

Dall’altra parte del Reno è già Germania. A riunire Strasburgo alla città di Kehl sarà un tram. Come lo era già in passato. L’iniziativa rientra nel progetto più ampio e articolato delle Due rive (Deux-Rives) che illustra la volontà di fare di questo spazio transfrontaliero uno spazio urbano continuo, in base al rafforzamento delle relazioni franco-tedesche e della dichiarazione di Strasburgo come capitale europea. Su un territorio di 250 ettari, lungo un asse di 5km tra il Ill e il Reno, Strasburgo e Kehl, sul bordo delle acque del canale Reno-Rodano, dei bacini portuali e del Reno, Deux-Rives costituisce il più grande progetto urbano condotto dalla costruzione del Neustadt tra 1871 e 1918.

Quest’apertura della metropoli verso la Germania coinvolge le aree lungo il canale e il corso del Reno, accellerando la riconversione delle zone industriali e portuali. Tra gli edifici coinvolti anche quelle storico della Coop, la cooperativa della città. Con i suoi edifici industriali, di cui oltre 40.000 m ² dedicati alla riabilitazione, e la sua localizzazione in interfaccia con il porto, il sito del COOP ha un'identità forte e singolare. L'organizzazione di manifestazioni culturali e la presenza di atelier d’artisti rappresentano la punta di diamante del progetto. Aprire un luogo di creazione e di diffusione a vocazione culturale, economica, cittadina, uno spazio che associa lo spirito transfrontaliero e l’appropriazione di spazi abbandonati da parte della cittadinanza. Con una peculiarità di mantenere il maggior numero di edifici rinnovandoli all’interno perché l’eredità lasciata dalla storia serve da fondamenta per i nuovi progetti urbani. 

Mentre a est della Grande-Ile il cantiere è in piena attività, per sapere se l'estensione della classificazione al patrimonio mondiale dell'UNESCO includerà il Neusdat occorrerà ancora pazientare fino a luglio 2017. Nel frattempo non perdete l’occasione di visitare questa bellisima città, in piena espansione e riqualificazione urbanistica. 

Pubblicato in Varie
Cristina Biordi

Giornalista professionista, documentarista, curatrice di mostre, appassionata ed esperta d’arte, cinema, teatro, letteratura, fotografia, enogastronomia, con 15 anni d’esperienza nel settore dell’energia e dell’ecologia. Ovvero: è terribilmente curiosa! Dalla Città Eterna si è trasferita nella Ville Lumière, dove è titolare dell’agenzia Labi communication, e come Joséphine Baker ha due amori: l’Italia e Paris. 

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