“Umanità in movimento”. Al via la nuova stagione del Teatro di Roma

Virginia Raggi, Marino Sinibaldi, Antonio Calbi Virginia Raggi, Marino Sinibaldi, Antonio Calbi foto Maurizio Riccardi
Parte la nuova Stagione del Teatro di Roma dal titolo “Umanità in movimento”, annunciata giovedì 30 giugno 2016 al Teatro Argentina alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi, la quale ha affermato:

“Per troppo tempo la cultura è stata schiacciata. Roma deve impegnarsi a ridarle un ruolo centrale. E mi impegnerò a far sì che ciò avvenga. Dobbiamo fare in modo che il teatro scenda in strada e raggiunga tutti. Inoltre, dobbiamo portare questo battito vitale anche nelle periferie affinché i nostri teatri riacquistino il centro della vita romana. Collaboreremo al meglio per riportare la cultura alla portata di tutti e alla porta di tutti. Questa è la nostra missione”.

“Umanità in movimento” è il filo rosso che cuce la nuova stagione del Teatro di Roma, con le trame intessute sui palcoscenici del Teatro Argentina e del Teatro India. Un percorso di progetti e visioni, sempre aperto e in divenire, in cui l’arte incontra l’attualità in una narrazione che non si ferma agli avvenimenti, alle superfici, ai luoghi comuni.

Dopo Cantiere Roma, Italia e Teatro. Dunque il fulcro della nuova stagione, è rappresentato da "Umanità in movimento": migrazioni e tragedie, muri che s’innalzano e campi profughi infiniti, ma anche le trasformazioni di questa epoca senza bussola all’interno di ciascuno di noi, come auspicio a nuove forme di Umanesimo. Anche quest’anno vengono suggeriti alcuni percorsi, da seguire o da mescolare fra loro in base a tematiche e sensibilità. L’insieme della nostra proposta forma un viaggio di dieci mesi di continua attività offerta tutti i giorni, a tutte le generazioni di pubblico e con più proposte quotidiane. Dai grandi classici alla drammaturgia contemporanea a novità assolute, puntando su una nuova generazione di registi, autori, interpreti, con particolare attenzione ai temi più sentiti dalla società, alla interdisciplinarietà. Due i palcoscenici: il Teatro Argentina, cuore del dialogo fra classico e contemporaneo, e il Teatro India, “quartiere della creatività” come luogo di irradiazione per tutte le arti.

Ventun produzioni - fra cui otto nuove produzioni, quattro coproduzioni, nove riprese -, trentasei spettacoli ospiti per un totale di cinquantasette titoli: numeri che formano la trama di un intreccio di spettacoli e progetti culturali, ad ulteriore conferma del processo produttivo e di rilancio del Teatro della Capitale come luogo “plurale”, un impegno intrapreso anche per il terzo anno del nuovo corso dal direttore Antonio Calbi e dal presidente Marino Sinibaldi.

Oltre quattrocentotrenta alzate di sipario, novanta proposte complessive, oltre cinquantacinque autori viventi, un modo possibile per perseguire la tradizione del nuovo, una modalità in cui i cardini del progetto produttivo sono la drammaturgia del presente, le regie (sessantadue registi) e l’arte dell’attore (oltre trecento interpreti). E così, fra maestri della scena, artisti dell’età di mezzo e nuovi talenti, il Teatro di Roma afferma la sua pluralità, rinnovando la scommessa con il contemporaneo.

Al Teatro Argentina si alternano l’ultima regia del maestro Luca Ronconi con Lehman Trilogy, e ancora un ultimo successo, quello di Luca De Filippo, con Non ti pago, una fra le più brillanti commedie dell’intero repertorio di Eduardo; Mario Martone con Morte di Danton; Filippo Timi nel capolavoro dello svedese Henrik Ibsen Casa di bambola; Marco Baliani e Lella Costa firmano e interpretano Human; il Faust di Goethe si veste dei codici dell’Opera di Pechino nell’incontro con la regista tedesca Anna Peschke; e ancora Franco Branciaroli con Macbeth; un doppio Bernhard con Minetti, diretto da Roberto Andò, con protagonista Roberto Herlitzka, e con L’apparenza inganna di Lombardi-Tiezzi (al Teatro India), il lungo viaggio omerico di Emma Dante con Odissea a/r; la commedia musicale pop Madame Pink affidata alla regia di Alfredo Arias e il racconto poetico di Nicola Piovani con La musica è pericolosa.

Il Teatro India accoglie quattro fra le compagnie e gli artisti più interessanti del panorama teatrale romano: Lisa Ferlazzo Natoli con Lacasadargilla, Eleonora Danco, e Lucia Calamaro e il duo Timpano/Frosini in un focus con due retrospettive dedicate ai loro spettacoli di repertorio. Seguono la compagnia Scimone-Sframeli, Fanny & Alexander, Fibre Parallele, MusellaMazzarelli, Anagoor, Massimiliano Civica, il Teatro Valdoca, e tra le interpreti femminili, dai percorsi sempre autoriali, Maria Paiato e Anna Bonaiuto.

Pubblicato in Varie

Classe 1986, storico del cinema e giornalista pubblicista, appassionato di courtroom dramas, noir, gialli e western da oltre quindici anni, ha lavorato come battitore e segretario di produzione per un documentario su Pier Paolo Pasolini. Dopo un master in Editoria e Giornalismo, ha collaborato con il Saggiatore e con la Dino Audino Editore. Attualmente lavora come redattore freelance, promotore di eventi culturali e collaboratore alle vendite in occasione di presentazioni, incontri, dibattiti e fiere librarie.

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